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SOCIAL BONUS ed Enti del Terzo Settore (ETS)

Non hai un posto tutto tuo e questa potrebbe essere un\’occasione da non perdere. Ci stai pensando?

Andiamo a vedere insieme che cos\’è il Social Bonus

Il Social Bonus consente agli Enti del Terzo Settore di trovare un nuovo canale di finanziamento per la copertura dei costi sostenuti per il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati a questi enti per lo svolgimento delle loro attività di interesse generale non commerciali.

Quindi, il Social Bonus è un incentivo fiscale previsto dall’articolo 81 del Codice del Terzo Settore, che mira a favorire le donazioni da parte di privati e imprese a favore di progetti sociali legati al recupero e alla riqualificazione di beni immobili pubblici.

Entriamo nel dettaglio

Il Social Bonus non sono altro che erogazioni liberali effettuate da persone fisiche, enti e aziende, le quali possono versare in modalità tracciabile agli ETS con vincolo di utilizzo al recupero dei beni di cui sopra; dette erogazioni liberali – e quindi i donatori – godono di sostanziosi risparmi fiscali.

Cosa permette di ottenere il Social Bonus

Il Social Bonus permette il recupero di questi beni, spesso abbandonati o in stato di degrado, consente di restituirli alla comunità con una nuova destinazione d’uso: strutture per l’assistenza sociale, centri per l’inclusione, spazi per attività culturali o ricreative. L’obiettivo finale è di favorire lo sviluppo di attività di utilità sociale che migliorano la qualità della vita nelle comunità locali.

Chi può accedere al Social Bonus?

Il bonus è accessibile a:

  1. Enti del Terzo Settore, i quali possono includere associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali, che abbiano già ottenuto la qualifica di ETS.
  2. Donatori, ossia persone fisiche, imprese e altri enti, che decidono di finanziare progetti sociali. I donatori beneficiano delle agevolazioni fiscali previste, ottenendo un risparmio significativo sulle imposte:
    • persone fisiche: credito d’imposta del 65% per donazioni pari o inferiori al 15% del reddito imponibile
    • enti: credito d’imposta del 50% per donazioni pari o inferiori al 15% del reddito imponibile
    • aziende: credito d’imposta del 50% per donazioni pari o inferiori al 5 per mille dei ricavi annui

Cosa fare per ottenere il Social Bonus

Gli ETS che desiderano accedere al Social Bonus devono presentare un progetto dettagliato che includa non solo il piano di recupero del bene, ma anche la destinazione d’uso a fini sociali. Il progetto deve essere presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne valuta l’idoneità e la conformità agli obiettivi della riforma del Terzo Settore.

Una volta che il progetto è approvato, l’ETS può lanciare una campagna di raccolta fondi e cercare donatori disposti a contribuire. Questi ultimi beneficeranno dei vantaggi fiscali previsti, incentivando così ulteriormente le donazioni.

Quando gli ETS possono presentare istanza?

Gli ETS possono presentare l’istanza con il progetto di recupero degli immobili entro tre finestre temporali, valide ogni anno: il 15 gennaio, il 15 maggio e il 15 settembre.  

A quali soggetti, le amministrazioni pubbliche possono dare in comodato o in concessione questi beni?

Solo gli ETS escluse le imprese sociali in forma societaria possono essere, sia in forma singola che associata, beneficiari di tale assegnazione.
Dunque una associazione di promozione sociale (Aps) o un\’organizzazione di volontariato (Odv) o altro ETS può ricevere da un\’amministrazione pubblica un immobile di tale natura onde poter presentare al Mlps un progetto di recupero e valorizzazione dello stesso.

Cosa devono fare gli ETS beneficiari

Ogni tre mesi, gli enti del Terzo settore beneficiari delle donazioni vincolate ai beni oggetto del Social bonus comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali l’ammontare delle somme ricevute.

Nel portale gestito del Ministero e nel proprio sito, gli enti del Terzo settore ogni tre mesi dovranno riportare sia l’ammontare delle somme che la destinazione e l’utilizzo delle stesse.

In definitiva il Social Bonus unisce il recupero di un\’immobile ai fini sociali e incentivi statali per chi emette le donazioni.

Aspettiamo insieme per saperne di più

ASD e SCUOLA

Sai che le ASD possono instaurare collaborazioni con le scuole?

Ebbene si, inoltre ti aggiungo che le collaborazioni tra le 2 rappresentano un valore aggiunto per il sistema educativo e per lo sviluppo della pratica sportiva tra i giovani.

In questo articolo capirai il perché un’associazione  dovrebbe fare collaborazioni con la scuola e quali sono i documenti necessari per gestire la parte amministrativa nel modo corretto.

Perché ad una ASD conviene collaborare con la scuola?

  • Gli spazi scolastici sono messi a disposizione delle Associazioni a prezzi molto vantaggiosi.
  • Le Scuole sono diffuse ovunque sul territorio italiano: tutti sanno dove si trovano e come raggiungerle.
  • Gli edifici scolastici sono a disposizione del Territorio in quanto sono di proprietà pubblica, quindi sono a disposizione delle Associazioni, per svolgere attività di promozione sociale, culturale e civile.
  • Questi edifici sono sempre mantenuti puliti, riscaldati e a norma. Quindi, ti troverai sempre ambienti già riscaldati e pronti per essere utilizzati per le tue attività.

Le ASD, così facendo, possono ampliare la loro base associativa coinvolgendo gli studenti in attività sportive sin dalla giovane età.

Cosa possono proporre le ASD?

Le ASD possono proporre programmi di sport specifici, come il calcio, il basket o l\’atletica, oppure offrire attività multisportive che permettono agli studenti di esplorare diverse discipline.

Ad esempio le ASD possono supportare, grazie a questa collaborazione, l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole primarie. In queste scuole spesso non ci sono insegnanti specializzati. In questi casi, le ASD mettono a disposizione istruttori qualificati per gestire le lezioni e garantire agli studenti un’educazione fisica di qualità.

Cosa deve fare un\’ASD prima di avviare una collaborazione con la Scuola?

  • L’ASD deve presentare un progetto chiaro e ben strutturato.
  • L\’ASD deve assicurarsi che tutti gli istruttori abbiano le qualifiche richieste.

Quali documenti sono necessari per instaurare una collaborazione con la Scuola?

1. Per i progetti indipendenti all’interno dell’edificio scolastico (solo utilizzo di spazi e attrezzature) sono necessari:

  • Un’autorizzazione scritta da parte dell’autorità scolastica
  • L’idonea assicurazione che copra l’associazione da eventuali danni che dovesse procurare agli spazi e alle attrezzature scolastiche

2. Per i progetti organizzati dall’associazione in collaborazione con le scuole e gli insegnanti sono necessari:

  • Una convenzione scritta tra l’autorità scolastica e l’associazione
  • L’idonea assicurazione che copra l’associazione da eventuali danni che dovesse procurare agli spazi e alle attrezzature scolastiche

3. Per i progetti organizzati dall’Associazione in collaborazione con la scuola e i comitati genitori sono necessari:

  • Una convenzione scritta tra l’autorità scolastica, l’associazione e il comitato genitori
  • L’idonea assicurazione che copra l’associazione da eventuali danni che dovesse procurare agli spazi e alle attrezzature scolastiche.

Per saperne di più contattaci.

DIRETTORE DI GARA ENTRA NEL REGISTRO DI SPORT E SALUTE

Chi è il Direttore di Gara?

Il direttore di gara  garantisce il regolare svolgimento delle competizioni sportive sia riguardo al rispetto delle regole che riguardo alla rilevazione di tempi e distanze.

E\’ necessario stipulare un contratto co co co?

Per tali mansioni non è necessario stipulare un contratto di collaborazione coordinata e continuativa ma è sufficiente che per ogni singola prestazione (quindi ogni singolo evento nel quale sia chiamato a svolgere il ruolo di direttore di gara) sia effettuale la comunicazione o designazione da parte della Federazione Sportiva o della Disciplina Sportiva Associata o dell’Ente di Promozione sportiva anche paralimpici.

Al Direttore di gara può essere pagato un compenso in qualità di lavoratore sportivo?

Si.

COSA FARE:

  • per l’instaurazione del rapporto è sufficiente la comunicazione o designazione della Federazione, DSA o Ente di Promozione sportiva competenti (non occorre il contratto);
  • le comunicazioni dell’inizio del rapporto al Centro per l’impiego sono effettuate dalla Federazione, DSA o Ente di Promozione sportiva competenti per cicli cumulativi di massimo 30 prestazioni arbitrali per trimestre, entro 30 giorni dalla chiusura del trimestre in cui hanno avuto luogo;
  • le Federazioni, DSA o Enti di Promozione sportiva comunicano attraverso il RASD i Direttori di gara convocati e i relativi compensi entro 10 giorni dalla gara;
  • l’iscrizione nel Libro Unico del Lavoro può avvenire entro il 30° giorno successivo alla fine di ciascun anno.

Il Direttore di gara può svolgere altresì la propria mansione in qualità di volontario e può percepire rimborsi forfettari per le spese sostenute sia per attività svolte al di fuori del proprio Comune di residenza che per attività nel proprio Comune, nel limite di 150 euro mensili.

Cosa succede se non si effettuano le comunicazioni?

In mancanza di comunicazione saranno previste sanzioni come normativa generale.

Riassumendo:

Il Direttore di Gara deve essere inserito nel RAS (REGISTRO DI SPORT E SALUTE) all\’interno della sezione LAVORO SPORTIVO ed accedere al modulo Designazioni ove verranno elencate tutte le designazioni effettuate dall\’organismo.

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Dipendenti Pubblici e Collaboratori Sportivi

Con la nuova riforma vi sono nuove normative. Vediamo insieme quali sono per saperne di più.

Sai che i dipendenti pubblici possono svolgere attività come collaboratori sportivi, ma devono rispettare alcune normative precise?

Con la Riforma dello Sport e il Decreto Legislativo 36 del 2021, ci sono importanti novità per i dipendenti pubblici.

Sei un dipendente pubblico e vuoi operare nel mondo sportivo dilettantistico?

Ecco cosa devi sapere:

  • Se il compenso annuale non supera i 5.000 euro, il dipendente pubblico deve semplicemente comunicarlo all\’amministrazione di appartenenza.
  • Se il compenso supera i 5.000 euro annui, è necessaria una richiesta di autorizzazione da parte dell\’amministrazione, che ha 30 giorni per rispondere.

Cosa devi fare?

È obbligatorio il rilascio di un’apposita autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza ai fini dello svolgimento di attività di lavoro sportivo retribuita. In poche parole una sorta di nulla osta.

È essenziale che rispetti i vincoli di trasparenza e conformità normativa per evitare problemi amministrativi.

Inoltre, sai che è necessario che l’attività di lavoro sportivo venga svolto al di fuori dell’orario di lavoro.

Dalla data di ricezione della richiesta, le amministrazioni avranno 30 giorni di tempo per rilasciare o meno l’autorizzazione. Vale la regola del silenzio-assenso, quindi se non viene comunicato il rifiuto la domanda è automaticamente accettata.

Perché è importante? Tu cosa vuoi fare?

Scrivici cosa ne pensi…

E se vuoi saperne di più contattaci

Partita IVA per un’associazione no profit dal 1 gennaio 2025

INTRODUZIONE

La partita IVA per un\’associazione non è sempre necessaria. A partire, però, dal 1 gennaio 2025, tutte le associazioni no profit saranno obbligate ad aprire una partita IVA per gestire le proprie attività economiche.

Cambia così il panorama fiscale per le attività sportive dilettantistiche in Italia il quale subirà una trasformazione radicale.

l\’art. 36-bis del DL 75/2023

In attesa dell’entrata in vigore, il legislatore ha introdotto l’art. 36-bis del DL 75/2023, convertito dalla legge 112 del 10/8/2023. Questa norma, in vigore dal 17 agosto 2023, stabilisce che: “Le prestazioni di servizi strettamente connessi con la pratica dello sport, compresi quelli didattici e formativi, rese nei confronti delle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica da parte di organismi senza fine di lucro, compresi gli enti sportivi dilettantistici di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto.

Chi dovrà aprire partita IVA

A partire dal 1 gennaio 2025, tutte le associazioni no profit, indipendentemente dal loro volume di attività economiche, saranno obbligate ad aprire una partita IVA.

Avere una partita IVA permette all’associazione di:

  • Fatturare i servizi offerti
  • Detrare l’IVA sugli acquisti
  • Partecipare a gare d’appalto pubbliche

Se l’associazione non svolge attività economiche continuative, può operare con il solo codice fiscale. Questo è sufficiente per la maggior parte delle attività istituzionali e occasionali, anche se a partire dal 2025 sarà comunque obbligatorio avere una partita IVA.

Quando l\’associazione può essere senza partita IVA?

Un\’associazione non deve aprire una partita IVA se percepisce solo:

  • entrate istituzionali, che consistono nelle quote versate dagli associati per l\’iscrizione all\’associazione e i successivi rinnovi
  • donazioni erogate da enti, aziende e privati (associati e non) per sostenere gli scopi dell\’organizzazione
  • entrate \”decommercializzate\” per legge, ad esempio le raccolte fondi o i ricavi delle vendite occasionali di prodotti di modico valore (entro €50) o i contributi corrisposti da enti pubblici sulla base di apposite convenzioni

Aspettiamo insieme maggiore chiarezza ed ulteriori informazioni per saperne di più.

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG)

Cosa significa MOG modello?

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG)

A cosa serve la MOG?

Si tratta di una descrizione dei processi organizzativi adottati dall\’impresa per prevenire e minimizzare i rischi derivanti dalla mancata applicazione di disposizioni di legge.

Cosa deve contenere il MOG?

Il MOG deve assicurare un sistema aziendale per il rispetto degli standard tecnico strutturali fissati dalla legge: in fase di implementazione del MOG • in occasione di acquisti (ad esempio di macchine, impianti, DPI, materie prime, etc.)

Chi adotta il MOG?

L\’adozione dei “modelli di organizzazione e di gestione” ex D. Lgs. 231/2001 devono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle società.

Chi sono i destinatari del MOG?

I destinatari dei due documenti sono gli atleti, i tecnici, i dirigenti, i collaboratori a qualsiasi titolo, livello e qualifica, i quali dovranno segnalare ogni presunta violazione del Codice di condotta al responsabile Safeguarding.

Questi, a sua volta, dovrà verificare la correttezza o meno dei comportamenti secondo quanto stabilito dal Modello Organizzativo e di controllo.

Le misure e le sanzioni poste in essere potranno andare dall’ammonimento verbale fino alla sospensione e alla cessazione della collaborazione (ovvero dell’accesso all’attività sportiva per gli atleti), che potrebbero sommarsi a momenti di formazione e sensibilizzazione aggiuntivi.

Va sottolineato che la specifica struttura e i dettagli del modello e del codice di condotta dipenderanno dalle esigenze e dalle caratteristiche specifiche dell’organizzazione sportiva di ogni singolo sodalizio. Il MOG deve quindi essere il più possibile personalizzato, anche se deve essere redatto sulla base delle linee guida predisposte da ogni FSN-DSA-EPS.

Dott.ssa Flavia Italia

Il Responsabile Safeguarding

Il CONI, con delibera presidenziale n. 159/89, ha prorogato al 31 dicembre 2024 il termine per la nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni nelle Associazioni e Società sportive, denominato Safeguarding Officer.

Chi può essere nominato?

La scelta sembra difficile ma in realtà è semplice. Vediamo quali caratteristiche deve possedere:

  • omo e indipendente, anche rispetto all’organizzazione sociale;
  • preparato, e possibilmente dotato di competenze specifiche a livello educativo e psicologico (pur non richiedendo la normativa requisiti professionali particolari);
  • adeguatamente formato e costantemente aggiornato;
  • sufficientemente presente nel corso degli allenamenti e delle manifestazioni sportive;
  • empatico, dotato di capacità comunicative e in grado di creare un clima collaborativo con allenatori, istruttori e (soprattutto) ragazzi, finalizzato a creare quel senso di fiducia nei suoi confronti che possa vincere la normale ritrosia a parlare di argomenti indubbiamente delicati e a denunciare comportamenti altrettanto se non ancor più delicati;
  • dotato di capacità organizzative: non essendo possibile, soprattutto nelle grandi organizzazioni, sorvegliare costantemente tutto e tutti, dovrà essere capace di monitorare l’applicazione dei meccanismi previsti nel MOG e di coinvolgere le persone interessate, prevedendo riunioni periodiche di verifica delle attività esercitate e di adeguamento delle procedure a fronte di eventuali carenze operative;

Quali compiti deve svolgere?

I COMPITI di tale figura si ravvisano in:
a) l’abuso psicologico;
b) l’abuso fisico;
c) la molestia sessuale;
d) l’abuso sessuale;
e) la negligenza;
f) l’incuria;
g) l’abuso di matrice religiosa;
h) il bullismo, il cyberbullismo:
i) i comportamenti discriminatori.

Chi può ricoprire questo ruolo?

Per garantire l\’autonomia e l\’indipendenza del Safeguarding Officer, non possono ricoprire questo ruolo:
– Soggetti sottoposti al potere gerarchico dell’organo dirigente dell’associazione sportiva, che svolgono compiti connessi alle aree a rischio commissione reati.
– Soggetti terzi che svolgono funzioni operative rilevanti nelle aree a rischio reato (es. allenatori, personale tecnico-sanitario, osservatori)
.

Per ulteriori chiarimenti contattare:
Segreteria NGS GROUP 346.124.5575 Dott.ssa Flavia Italia

    Obblighi fiscali per le società sportive dilettantistiche

    Oggi chiariremo alcuni concetti: quali sono gli obblighi fiscali delle società sportive dilettantistiche? 

    Le ASD e le SSD promuovono lo sport e l’attività fisica a livello locale, però devono anche comprendere e adempiere agli obblighi fiscali specifici che li regolano.

    Perché devono avere una gestione corretta?

    La gestione fiscale corretta ne assicura una conformità con le leggi, ma contribuisce anche alla sostenibilità finanziaria e alla credibilità dell’associazione.

    Regime fiscale e dichiarazioni?

    In Italia, le società sportive dilettantistiche possono accedere a regimi fiscali agevolati, purché rispettino alcuni criteri, come la promozione dello sport amatoriale e l’assenza di scopo di lucro.

    Cosa deve fare un\’ASD?

    Le ASD sono tenute a presentare annualmente la dichiarazione dei redditi, inclusi i dettagli delle attività svolte, dei redditi percepiti e delle spese sostenute. La trasparenza e l’accuratezza sono cruciali. Ti eviteranno sanzioni ed allo stesso tempo ti garantiscono l’accesso ai benefici fiscali.

    Conserva in modo ordinato tutti i documenti fiscali e contabili della tua ASD.

    Inoltre, tienili a disposizione per eventuali controlli da parte delle autorità fiscali.

    Cosa ti suggerisco di fare:

    Adotta un sistema di archiviazione digitale. Ti aiuterà a mantenere \”ordine\” e ti faciliterà l’accesso alle informazioni in caso di necessità.

    Ricorda: una comprensione chiara di questi requisiti e una gestione attenta e precisa possono prevenire complicazioni legali e finanziarie, contribuendo al successo e alla crescita dell’associazione.

    Riforma dello Sport 5 Settembre 2023

    Dopo tutte le novità emerse vediamo insieme quali sono le novità imminenti introdotte.

    Il tutto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto correttivo-bis sulla Riforma dello sport 4 settembre 2023, n. 206 il Decreto Legislativo 29 agosto 2023, n. 120\”Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 28 febbraio 2021, nn. 36, 37, 38, 39 e 40\”.

    Fra le novità introdotte si segnalano le seguenti:

    • l\’esenzione dall\’imposta di registro per le modifiche statutarie adottate entro il 31 dicembre 2023;
    • l\’erogazione di un contributo commisurato ai contributi previdenziali versati da parte delle ASD e SSD iscritte nel Registro Nazionale che nel periodo d\’imposta in corso al 31 dicembre dell\’anno precedente a quello di erogazione del beneficio hanno conseguito ricavi non superiori a euro 100.000;
    • la non concorrenza alla determinazione della base imponibile IRAP dei compensi per i collaboratori coordinati e continuativi nell\’area del dilettantismo inferiori all\’importo annuo di 5.000 euro;
    • l\’aumento da 18 a 24 ore settimanali del limite entro cui il lavoro sportivo può essere svolto nella forma di collaborazione coordinata e continuativa;
    • il rimborso delle spese sostenute dai volontari tramite autocertificazione purché le stesse non superino l\’importo di 150 euro mensili.

    Vuoi saperne di più?

    Per maggiori info non esitare a contattarci

    \”Bar\” negli Enti Sportivi

    Una delle domande frequenti è: posso avere un \”bar\” all\’interno del mio Impianto Sportivo?

    Ebbene si, è una delle attività che possono essere svolte, però bisogna prestare molta attenzione per non incorrere in accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

    Andiamo a vedere cosa intendiamo però per \”Bar\”:

    \”L’attività di Bar è intesa come fornitura e servizio di prodotti alimentari confezionati, pronti o che necessitano di una preparazione minima e che generalmente vengono consumati al banco.\”

    Inoltre, quando parliamo di Bar ci riferiamo anche all’attività minimale, intesa come vendita di acqua, snack, panini, bevande, etc.

    La gestione del Bar è attività istituzionale, commerciale o commerciale connessa?

    Va detto subito che per espressa previsione dell’articolo 148, comma 4 del TUIR, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande non può essere decommercializzata, ai sensi del comma 3, quindi, è sempre commerciale

    Come tutte le attività commerciali comporta quindi l’assolvimento di tutti gli adempimenti fiscali: dall’apertura della Partiva IVA alla dotazione del registratore di cassa, etc.

    L’Ente Sportivo può godere però di due importanti agevolazioni nel caso in cui l’attività di Bar sia inquadrata come commerciale connessa a quella Istituzionale o sia svolta in modo occasionale.

    Come si può AVERE un \”bar\” senza che sia tale?

    E\’ NECESSARIO AVER INSERITO NEL PROPRIO STATUTO SOCIALE LA GIUSTA DIGITATURA come previsto dalla legge del 19 agosto 2016, n. 166.

    Cosa succede se non ho i requisiti adatti ad avere il \”Bar\”?

    La mancata conoscenza di tali stringenti requisiti può condurre, con un’altissima probabilità, ad accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, con recupero per lo Stato di imposte in misura piena, di sanzioni e di interessi.

    Per saperne di più non esitare a contattarci