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RUNTS: La Guida Definitiva al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Se operi nel mondo del no-profit, avrai sicuramente sentito parlare del RUNTS. Non è solo l’ennesimo acronimo burocratico, ma il vero “cuore pulsante” della Riforma del Terzo Settore. In questo articolo vedremo cos’è, come funziona e perché la tua associazione non può più farne a meno.

Cos’è il RUNTS?

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore è il registro telematico istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha sostituito i vecchi registri regionali delle APS (Associazioni di Promozione Sociale) e delle ODV (Organizzazioni di Volontariato), oltre all’anagrafe delle ONLUS.

In breve: È la carta d’identità digitale di tutti gli Enti del Terzo Settore (ETS). Se non sei iscritto, per lo Stato non sei ufficialmente un ETS.

Chi può iscriversi?

L’iscrizione non è un obbligo assoluto per tutte le associazioni, ma è la condizione necessaria per acquisire la qualifica di ETS. In particolare, il registro è suddiviso in 7 sezioni:

  1. Organizzazioni di Volontariato (ODV)
  2. Associazioni di Promozione Sociale (APS)
  3. Enti Filantropici
  4. Imprese Sociali (incluse le Cooperative Sociali)
  5. Reti Associative
  6. Società di Mutuo Soccorso
  7. Altri Enti del Terzo Settore

I vantaggi dell’iscrizione: Perché farlo?

Molti vedono il RUNTS solo come un carico di lavoro extra, ma i benefici sono tangibili e sostanziosi:

  • Agevolazioni Fiscali: Accesso a regimi di tassazione agevolata e detrazioni/deduzioni per i donatori.
  • 5 per mille: Solo gli enti iscritti al RUNTS possono accedere a questa importante fonte di finanziamento.
  • Contributi Pubblici: Possibilità di stipulare convenzioni con la Pubblica Amministrazione e partecipare a bandi riservati.
  • Personalità Giuridica: Una procedura semplificata per ottenere l’autonomia patrimoniale perfetta (proteggendo il patrimonio personale degli amministratori).
  • Trasparenza: Maggiore credibilità agli occhi di partner, donatori e cittadini.

Come ci si iscrive? La procedura

L’iscrizione avviene esclusivamente in via telematica. Per procedere, l’ente deve essere in possesso di tre strumenti fondamentali:

  1. SPID o CIE del rappresentante legale.
  2. Firma Digitale (necessaria per firmare i documenti da inviare).
  3. PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’associazione.

I documenti necessari

Per la domanda dovrai allegare:

  • Atto Costitutivo.
  • Statuto aggiornato alle norme del Codice del Terzo Settore.
  • Ultimi due bilanci approvati (se l’ente è già esistente).

Obblighi post-iscrizione: Non finisce qui

Una volta entrati nel RUNTS, l’ente deve mantenere aggiornate le informazioni. In particolare, è obbligatorio depositare ogni anno:

  • Il Bilancio d’esercizio (o il rendiconto per cassa per i piccoli enti).
  • Il Bilancio Sociale (obbligatorio solo sopra un certo fatturato).
  • Eventuali variazioni delle cariche sociali o modifiche statutarie.

Conclusione

Il RUNTS è lo strumento che porta il no-profit italiano nella modernità, garantendo trasparenza e certezza del diritto. Sebbene richieda un rigore gestionale maggiore rispetto al passato, i vantaggi in termini di crescita e sostenibilità sono imprescindibili per un’associazione che vuole guardare al futuro.

La tua associazione è già in regola o hai ancora dubbi sullo statuto? Non aspettare l’ultimo momento: la trasparenza è la tua miglior risorsa.

Ti è stato utile questo articolo?

Se hai bisogno di una consulenza specifica sulla modifica dello statuto o sulla procedura tecnica di caricamento dati, scrivici nei commenti o contattaci!

Elezione del Presidente e dei Componenti il Comitato Regionale MSP ITALIA della CALABRIA

Buongiorno a tutti, come ben sapete, NGS GROUP è partner con MSP Italia Comitato Regionale Calabria, Ente di Promozione Sportiva riconosciuta dal CONI. Per saperne di più clicca sul link https://www.mspcalabria.com/ .

Una squadra forte è fatta di tanti giocatori e noi vogliamo essere questo! Da solo non vai da nessuna parte.

Cosa voglio dirvi oggi: sono cambiati i componenti del Direttivo e dare Spazio a nuove idee e tra le altre cose diventa un pò più rosa.

Entriamo nel dettaglio dell\’Assemblea: Giorno 31 gennaio 2025 si è riunita l’Assemblea Ordinaria Elettiva Regionale convocata dal Signor Francesco Democrito (PRESIDENTE USCENTE), per l’elezione del Presidente e dei Componenti il Comitato Regionale MSP ITALIA della CALABRIA.

Al termine delle operazioni di voto, risultano eletti i seguenti candidati:

Presidente del Comitato Regionale                 DANIELA COSENZA

Vice Presidente ANCORA DA ELEGGERE

Segretaria Regionale GIADA D\’ELIA (eletta nella Riunione del Consiglio del 9 Febbraio 2025)

Inoltre, sono stati eletti i Componenti Consiglieri del Comitato Regionale:    

STEFANIA DAVID – DOMENICA SURACE – CARMINE MANNA e ANTONIO STELLA

Quindi chi lasciano le cariche MSP Italia Comitato Regionale Calabria?

Il Sig. Francesco Democrito e la Sig.ra Flavia Italia, i fondatori di NGS GROUP.

Perché questo cambiamento netto?

Come ben sai il Consiglio Direttivo gestisce fattualmente l’ente, coordina i Comitati Provinciali, gestisce la Formazione e promuove le Iniziative delle attività Regionali e Nazionali. 

SOCIAL BONUS ed Enti del Terzo Settore (ETS)

Non hai un posto tutto tuo e questa potrebbe essere un\’occasione da non perdere. Ci stai pensando?

Andiamo a vedere insieme che cos\’è il Social Bonus

Il Social Bonus consente agli Enti del Terzo Settore di trovare un nuovo canale di finanziamento per la copertura dei costi sostenuti per il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati a questi enti per lo svolgimento delle loro attività di interesse generale non commerciali.

Quindi, il Social Bonus è un incentivo fiscale previsto dall’articolo 81 del Codice del Terzo Settore, che mira a favorire le donazioni da parte di privati e imprese a favore di progetti sociali legati al recupero e alla riqualificazione di beni immobili pubblici.

Entriamo nel dettaglio

Il Social Bonus non sono altro che erogazioni liberali effettuate da persone fisiche, enti e aziende, le quali possono versare in modalità tracciabile agli ETS con vincolo di utilizzo al recupero dei beni di cui sopra; dette erogazioni liberali – e quindi i donatori – godono di sostanziosi risparmi fiscali.

Cosa permette di ottenere il Social Bonus

Il Social Bonus permette il recupero di questi beni, spesso abbandonati o in stato di degrado, consente di restituirli alla comunità con una nuova destinazione d’uso: strutture per l’assistenza sociale, centri per l’inclusione, spazi per attività culturali o ricreative. L’obiettivo finale è di favorire lo sviluppo di attività di utilità sociale che migliorano la qualità della vita nelle comunità locali.

Chi può accedere al Social Bonus?

Il bonus è accessibile a:

  1. Enti del Terzo Settore, i quali possono includere associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali, che abbiano già ottenuto la qualifica di ETS.
  2. Donatori, ossia persone fisiche, imprese e altri enti, che decidono di finanziare progetti sociali. I donatori beneficiano delle agevolazioni fiscali previste, ottenendo un risparmio significativo sulle imposte:
    • persone fisiche: credito d’imposta del 65% per donazioni pari o inferiori al 15% del reddito imponibile
    • enti: credito d’imposta del 50% per donazioni pari o inferiori al 15% del reddito imponibile
    • aziende: credito d’imposta del 50% per donazioni pari o inferiori al 5 per mille dei ricavi annui

Cosa fare per ottenere il Social Bonus

Gli ETS che desiderano accedere al Social Bonus devono presentare un progetto dettagliato che includa non solo il piano di recupero del bene, ma anche la destinazione d’uso a fini sociali. Il progetto deve essere presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne valuta l’idoneità e la conformità agli obiettivi della riforma del Terzo Settore.

Una volta che il progetto è approvato, l’ETS può lanciare una campagna di raccolta fondi e cercare donatori disposti a contribuire. Questi ultimi beneficeranno dei vantaggi fiscali previsti, incentivando così ulteriormente le donazioni.

Quando gli ETS possono presentare istanza?

Gli ETS possono presentare l’istanza con il progetto di recupero degli immobili entro tre finestre temporali, valide ogni anno: il 15 gennaio, il 15 maggio e il 15 settembre.  

A quali soggetti, le amministrazioni pubbliche possono dare in comodato o in concessione questi beni?

Solo gli ETS escluse le imprese sociali in forma societaria possono essere, sia in forma singola che associata, beneficiari di tale assegnazione.
Dunque una associazione di promozione sociale (Aps) o un\’organizzazione di volontariato (Odv) o altro ETS può ricevere da un\’amministrazione pubblica un immobile di tale natura onde poter presentare al Mlps un progetto di recupero e valorizzazione dello stesso.

Cosa devono fare gli ETS beneficiari

Ogni tre mesi, gli enti del Terzo settore beneficiari delle donazioni vincolate ai beni oggetto del Social bonus comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali l’ammontare delle somme ricevute.

Nel portale gestito del Ministero e nel proprio sito, gli enti del Terzo settore ogni tre mesi dovranno riportare sia l’ammontare delle somme che la destinazione e l’utilizzo delle stesse.

In definitiva il Social Bonus unisce il recupero di un\’immobile ai fini sociali e incentivi statali per chi emette le donazioni.

Aspettiamo insieme per saperne di più

IL MODELLO EAS

Molte associazioni presenti nel nostro territorio, ancora oggi non sanno dell’esistenza di questo documento. Tu sei a conoscenza di questo “MODELLO”?

Ovviamente non è un ragazzo che sfila e mostra i modelli preposti da uno stilista, ma non è molto diverso come concetto.

Quando va compilato ed a chi va presentato?

Ebbene questo modello deve essere presentato dalle Associazioni neonate entro 60 giorni dalla costituzione della stessa. Sicuramente andrai a sbirciare nelle tue scartoffie per vedere se l’hai presentato! Inoltre ti stai chiedendo a chi devi consegnare questo documento, semplice all’Agenzia delle Entrate.

Il modello EAS oltre ad essere presentato subito dopo la costituzione della tua associazione è uno strumento che va utilizzato anche da quelle che registrano variazioni sui dati significativi ai fini fiscali che erano stati precedentemente comunicati.

Su questo si è un po’ più elastici, si può fare entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è apportata la modifica. Ad esempio: se le modifiche le hai apportate il 15 aprile del 2021 hai tempo fino al 31 marzo 2022.

Se non sei a conoscenza del modello EAS sicuramente non sai nemmeno a cosa serve. Ora te lo spiego: il modello EAS rappresenta uno dei principali obblighi degli enti associativi senza scopo di lucro affinché tu possa usufruire delle agevolazioni fiscali previste dall’articolo 30, comma 1 del D.l. 185/2008.

Chi deve presentarlo e come?

Oggi il modello EAS può essere presentato per via telematica direttamente dal Legale Rappresentante (Presidente) oppure tramite un intermediario abilitato. In passato dovevi andare direttamente tu di persona e lasciare il documento, ora grazie alla tecnologia ti eviti un viaggio e perdita di ore di fila!

Abbiamo già parlato dei giorni di scadenza sia per le neoassociazioni che per quelle che apportano delle modifiche sulle cifre significative ai fini fiscali, ma esiste un altro caso in cui il modello EAS va presentato: in caso di perdita dei requisiti qualificanti e va ripresentato entro 60 giorni, compilando la sezione “Perdita dei requisiti”.

Cosa succede se un’associazione non ha presentato il modello EAS?

Il Decreto Legge numero 16/2012 ha stabilito che:

te lo dico in poche parole: devi comunicare (presenti la domanda) e versare un importo minimo di sanzione di 258,00 € ”remissione in bonis”.

Fai attenzione, la sanzione per la remissione in bonis non può essere oggetto di ravvedimento operoso e, a partire dall’11 giugno 2018, deve essere pagata esclusivamente con il modello F24 Elide. Beh, almeno dopo che fai la segnalazione ripari ad un errore pagando sanzioni ridotte!

Ora cosa vuoi fare? Vuoi metterti in regola? Contattaci per saperne di più!

Libro dei Verbali

Iniziamo col dire che non dobbiamo confondere la parola verbale che utilizziamo in altri contesti, come ad esempio qui verbale non indica una multa.

Infatti, il Libro dei Verbali ì dei verbali è un testo fondamentale ed obbligatorio del quale spesso gli enti non profit sottovalutano l’importanza. Inoltre è l’Associazione stessa che è tenuta a compilare e conservare.

Che cosa ci sarà scritto in questo libro? In esso sono contenuti i resoconti di tutte le assemblee soci e di direttivo convocate ed effettuate dall’Associazione.

Spesso il libro dei verbali viene visto come un’osservanza unicamente formale che toglie tempo prezioso allo svolgere delle attività. Per alcuni invece viene visto come un documento complicato che non si sa da che parte cominciare a scrivere.

In realtà, se ben tenuto e aggiornato, puoi utilizzarlo per difenderti in caso di controlli fiscali o civilistici. Ti sembra poco?

Cosa contiene quindi un verbale? Il Segretario dell’Assemblea si occupa di stendere il verbale e semplicemente riporta i punti dell’ordine del giorno discussi durante l’assemblea, identico a quello che è stato mandato ai soci in fase di convocazione. I verbali possono essere scritti a mano o al computer, ricorda la cosa importante è che ci sia!

Quanto è scritto nello statuto deve essere rigorosamente rispettato? SEMPRE.

Di conseguenza, se lo statuto prevede che delle assemblee e delle riunioni del consiglio siano redatti verbali, la tua Associazione deve scriverli nel libro dei verbali e conservarli con cura.

Giusto per essere più chiaro! La tenuta dei libri sociali (tra i quali il libro dei verbali) è importante perché è da questi libri che si capisce se la tua associazione applica i principi di trasparenza, partecipazione, democraticità, uguaglianza dei diritti ed inoltre mette in pratica quanto previsto dalla normativa per usufruire delle agevolazioni fiscali.

Come avrai capito, i verbali delle assemblee devono essere redatti con criterio e devono anche essere conservati con metodo, perché rappresentano il racconto della vita democratica della tua associazione.

Ora ti do una piccola, brutta notizia…. non esiste un fax simile di verbale che possa andar bene per ogni associazione.

Lo so, i dubbi sorgono spesso, perché nessuno nasce imparato.

Se vuoi stare tranquillo e dormire sonni sereni puoi farli visionare a chi segue la tua associazione a 360 gradi.

Se stai valutando di affidarti a NGS Group per la gestione dell’associazione, sappi che controlliamo ovviamente anche questi documenti.

Infatti, oltre ad avere una consulenza da utilizzare nel corso dell’anno, puoi farci quesiti illimitati via mail e mandarci da controllare ogni documento riguardante l’associazione per un parere.