Regime Fiscale APS: Cosa cambia e come orientarsi tra le nuove regole
Il 1° gennaio 2026 ha segnato una vera e propria rivoluzione copernicana per il mondo del No Profit e, in particolare, per le Associazioni di Promozione Sociale (APS) iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Con l’entrata a pieno regime delle disposizioni fiscali del Codice del Terzo Settore (CTS) e i chiarimenti definitivi dell’Agenzia delle Entrate (in primis la Circolare n. 1/E del 2026), si volta pagina rispetto al passato.
Mettiti comodo: facciamo ordine tra le novità, i regimi forfetari e gli adempimenti da conoscere per gestire l’associazione in modo sicuro e senza rischi.
1. Addio alla Legge 398/91: si cambia registro
La novità più pesante per molte APS riguarda l’uscita di scena dei vecchi regimi di favore a cui si era abituati, primo fra tutti la storica Legge 398/1991.
Dal 1° gennaio 2026, per gli Enti del Terzo Settore non è più possibile applicare quel tipo di opzione. Al suo posto subentra l’architettura fiscale delineata direttamente dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), pensata per premiare la trasparenza e distinguere nettamente tra attività commerciali e istituzionali (non commerciali).
2. Il nuovo Regime Forfettario per le APS (Art. 86 CTS)
Cosa succede se l’associazione svolge anche attività di tipo commerciale (come la vendita di gadget, la gestione di un bar interno o eventi a pagamento rivolti anche a non soci)?
Per le APS che esercitano attività commerciali marginali o comunque contenute, il CTS mette in campo un regime forfettario dedicato (regolato dall’articolo 86 del D.Lgs. 117/2017).
- Il limite di accesso: Il regime può essere applicato se nel periodo d’imposta precedente l’associazione ha conseguito ricavi commerciali ragguagliati ad anno non superiori a 85.000 euro.
- Come si calcola il reddito: La vera chicca di questo regime è la semplificazione del calcolo dell’imponibile. Il reddito su cui calcolare le imposte si determina applicando ai ricavi commerciali un coefficiente di redditività super agevolato pari al 3%.
In pratica, su 10.000 euro di ricavi commerciali, le tasse (IRES) si pagheranno solamente su una base imponibile di appena 300 euro.
3. Attività commerciali e istituzionali: la bussola della non commercialità
Il fulcro della nuova fiscalità ruota attorno al concetto di “de-commercializzazione” delle attività istituzionali. Per le APS iscritte al RUNTS, restano escluse dal campo d’applicazione dell’IRES tutte le attività realizzate in diretta attuazione degli scopi istituzionali, svolte in favore dei propri associati (anche dietro pagamento di corrispettivi specifici o quote associative).
Attenzione però: è fondamentale monitorare costantemente i parametri attraverso il test di non commercialità, lo strumento introdotto dalla riforma per verificare che l’anima dell’ente resti prevalentemente di natura ideale e non d’impresa.
4. Semplificazioni contabili e adempimenti
Gestire la contabilità di un’APS nel 2026 richiede un cambio di passo mentale, ma offre in cambio una forte semplificazione sul fronte degli adempimenti formali per chi rientra nei regimi forfettari:
- Fatturazione e registrazioni: Le regole per la fatturazione elettronica e la conservazione dei documenti seguono binari snelli (per le fatture d’acquisto, ad esempio, bastano numerazione e conservazione cartacea/digitale di base, senza l’obbligo della complessa conservazione sostitutiva per quelle ricevute via PEC).
- Esclusione dagli ISA: Gli enti che optano per i regimi forfettari dedicati sono esonerati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale.
In sintesi: cosa deve fare il direttivo della tua APS?
Se la tua associazione è regolarmente iscritta al RUNTS, il consiglio pratico è di muoversi su tre binari:
- Verificare i volumi d’affari: Controllare che i ricavi commerciali rientrino nella soglia degli 85.000 euro per poter eventualmente optare per il regime forfettario ex art. 86 CTS.
- Aggiornare i software e i flussi con il commercialista: Abbandonare del tutto i vecchi automatismi della Legge 398/91.
- Mantenere traccia dei requisiti statutari e strutturali: La qualifica di APS e l’accesso a questi vantaggi fiscali dipendono indissolubilmente dalla permanenza nel RUNTS e dal rispetto della vita democratica interna.
Insomma, districarsi tra codici e bilanci da soli è un terno al lotto: fai due chiacchiere con un professionista, così vi mettete al sicuro e cucite la gestione fiscale addosso alla tua associazione senza rischiare brutte sorprese.
