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Sportivi e Partita IVA: scattano le nuove regole per la fatturazione elettronica: cosa cambia a metà maggio

Il mondo del lavoro sportivo dilettantistico si evolve ancora. Se sei un istruttore, un allenatore, un personal trainer o un professionista dello sport con partita IVA, oppure se gestisci una ASD o una SSD, c’è una novità tecnica molto importante di cui devi tenere conto.

Dal 15 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato le nuove specifiche tecniche della fatturazione elettronica (versione 1.9.1). La novità più rilevante per il nostro settore è l’introduzione di un codice ad hoc nel tracciato XML: il codice ESENZSPORT.

Vediamo insieme cosa significa, come si usa e perché non sostituisce i vecchi adempimenti.

Che cos’è il codice ESENZSPORT e a cosa serve?

La riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021) ha stabilito un principio ormai noto: i compensi da lavoro sportivo nell’area del dilettantismo non sono imponibili a fini fiscali fino a 15.000 euro all’anno.

Fino ad oggi, chi emetteva fattura elettronica inseriva questa esenzione “a testo libero” nelle note o nella descrizione della prestazione, lasciando alle ASD e ai commercialisti l’onere di decifrare la natura del compenso.

Dal 15 maggio 2026 tutto questo diventa standardizzato. Il codice ESENZSPORT serve proprio a comunicare direttamente al Sistema di Interscambio (SdI) e al committente che quel preciso compenso beneficia della franchigia dei 15.000 euro.

Nota bene: Questa modifica è puramente tecnica e descrittiva. Non cambia i requisiti fiscali, non modifica le aliquote e non tocca le regole sull’IVA (che dipendono dal tuo regime fiscale, es. forfettario o ordinario). Serve a fare chiarezza ed evitare errori di calcolo sulle ritenute.

Come compilare la nuova fattura elettronica

Se utilizzi un software di fatturazione, troverai un campo specifico all’interno della sezione dedicata ai dati gestionali. Tecnicamente, la stringa si posiziona in questo modo all’interno del file XML:

XML

<AltriDatiGestionali> <TipoDato>ESENZSPORT</TipoDato> </AltriDatiGestionali>

Quando va inserito il codice?

  • Sotto i 15.000 euro di compensi annui: Quando emetti la fattura e sai di essere ancora dentro la franchigia esente, il codice va inserito per segnalare che la somma non deve essere tassata.
  • Al superamento dei 15.000 euro: Sulla quota che eccede la franchigia (quella che diventa imponibile e su cui si applica la ritenuta o la tassazione ordinaria), il codice non va inserito.

Occhio al Regime Forfettario!

Se operi in regime forfettario, la franchigia dei 15.000 euro si comporta in modo particolare:

  1. I primi 15.000 euro non subiscono l’applicazione della ritenuta e non concorrono al calcolo dell’imposta sostitutiva (il coefficiente di redditività si applica solo sulla parte eccedente).
  2. Attenzione al limite degli 85.000 euro: Anche se i primi 15.000 euro sono esenti da tasse, contano comunque come fatturato totale per verificare se puoi rimanere nel regime forfettario l’anno successivo.

Il grande malinteso: l’autocertificazione serve ancora?

Sì, assolutamente. Questo è l’errore più comune che si sta diffondendo da quando è entrata in vigore la novità.

Il codice ESENZSPORT in fattura facilita la comunicazione, ma non ha valore legale sostitutivo. L’unico documento che tutela legalmente l’ASD o la SSD prima di effettuare un pagamento senza ritenuta rimane l’autocertificazione firmata dal lavoratore.

DocumentoObbligatorio?A cosa serve?
Codice ESENZSPORTConsigliato / Richiesto dai softwareStandardizza il file XML e chiarisce la natura del compenso.
Autocertificazione cartacea/digitaleSì, sempre obbligatoriaAttesta i compensi già percepiti nell’anno solare e tutela l’ente sportivo da sanzioni.

Cosa devono fare ASD e SSD adesso?

Se gestisci un’associazione o una società sportiva, i tuoi compiti principali per evitare sanzioni non cambiano, ma si digitalizzano:

  • Richiedi sempre l’autocertificazione aggiornata ai tuoi collaboratori prima di disporre il bonifico di ogni fattura.
  • Verifica la fattura: Controlla che i tuoi istruttori stiano inserendo correttamente il codice ESENZSPORT se sono sotto soglia, così da avere una contabilità perfettamente allineata in caso di controlli automatici dell’Agenzia delle Entrate.
  • Tieni il conto: Monitora costantemente la somma dei compensi erogati ad ogni singolo collaboratore durante l’anno solare per accorgerti subito quando si avvicina il tetto dei 15.000 euro.
MANSIONI OLTRE LE ASD
Non solo atleti: come inquadrare correttamente chi si prende cura del centro sportivo. Pulizie, manutenzione e custodia

“Dietro il successo di ogni ASD o SSD pulsa un motore silenzioso: è quello di chi cura i campi, mantiene gli impianti e garantisce l’igiene degli spazi. Senza di loro, lo sport si fermerebbe. Eppure, queste figure indispensabili sono spesso al centro di pericolosi passi falsi burocratici. Sbagliare il loro inquadramento non è solo un rischio legale o economico — che può sfociare in pesanti sanzioni e vertenze — ma è soprattutto una miopia gestionale. Regolarizzare correttamente ogni collaboratore significa proteggere il futuro dell’associazione e dare il giusto valore a chi, ogni giorno, rende possibile l’attività sportiva.”

Chi è (davvero) il lavoratore sportivo?

Con la riforma entrata in vigore il 1° luglio 2023, i dubbi sono stati chiariti: la qualifica di “lavoratore sportivo” non è più generica, ma segue un perimetro ben definito. Secondo l’art. 25 del D.Lgs. 36/2021, rientrano in questa categoria figure come atleti, allenatori, istruttori e preparatori che operano dietro corrispettivo per un ente iscritto al RASD. Ma c’è di più: la norma accoglie anche altri tesserati indicati nei mansionari tecnici delle singole Federazioni.

Il punto di rottura?

Le mansioni amministrativo-gestionali e, soprattutto, quelle operative. Se un collaboratore si occupa di pulizie, manutenzione o custodia, non è un lavoratore sportivo. Per queste figure “extra-campo”, il diritto dello sport cede il passo alle regole del lavoro ordinario: un dettaglio che, se ignorato, può costare caro in termini di sanzioni.

Il gioco delle etichette: perché il contratto “giusto” non basta

Molte ASD e SSD pensano, spesso in buona fede, di essere in regola inquadrando chi pulisce o cura i campi come collaboratore occasionale o volontario. La verità è più complessa: ciò che conta per gli ispettori del lavoro non è il titolo dell’accordo, ma la quotidianità. Se il collaboratore opera sotto la direzione e il controllo dell’ente, siamo di fronte a un rapporto di lavoro dipendente. Confondere queste categorie non è solo un errore formale, ma un rischio economico che nessuna società sportiva dovrebbe correre.

Identikit del lavoro dipendente: la tua ASD è a rischio?

In parole semplici, un collaboratore è considerato un dipendente (subordinato) quando non ha autonomia decisionale e “obbedisce” all’organizzazione dell’ente. Non contano le etichette, contano i fatti. Ecco i segnali tipici a cui prestare attenzione:

  • Paga e regole: Se riceve un compenso fisso (spesso calcolato sulle ore) ed è tenuto a rispettare il regolamento disciplinare interno, rischiando richiami in caso di inadempienza.
  • Chi decide cosa fare? Se il lavoratore riceve istruzioni precise e costanti su come svolgere le mansioni (Eterodirezione).
  • Il vincolo dell’orologio: Se deve rispettare turni o orari d’ufficio stabiliti rigorosamente dalla società (Orario fisso).
  • Attrezzi del mestiere: Se utilizza esclusivamente i prodotti, i macchinari o le divise forniti dall’associazione.
  • Presenza costante: Se l’attività non è un “una tantum”, ma una collaborazione stabile e continuativa nel tempo.

Un rapporto è subordinato, in sintesi, se presenta queste caratteristiche:

CaratteristicaCosa significa in pratica
DirezioneIl lavoratore segue ordini e istruzioni specifiche del datore.
OrarioLa prestazione avviene in orari fissi e prestabiliti.
StrumentiL’attrezzatura è fornita dalla ASD/SSD.
ContinuitàIl lavoro è abituale e inserito stabilmente nell’ente.
CompensoLa paga è fissa, periodica e spesso legata alle ore svolte.

Co.co.co. o Dipendente? Ecco cosa cambia davvero

La differenza tra un collaboratore (co.co.co.) e un dipendente sta tutta nel “come” si lavora. Nel lavoro parasubordinato, il collaboratore concorda l’obiettivo con l’ente ma mantiene la libertà di organizzare il proprio tempo e le proprie modalità. Al contrario, nel lavoro subordinato questa autonomia scompare: il lavoratore è inserito stabilmente nell’ingranaggio societario e deve seguire fedelmente ogni disposizione organizzativa del datore di lavoro.

Facciamo i nomi: le figure più “a rischio” subordinazione

Non tutte le mansioni in una società sportiva sono uguali. Per queste quattro categorie di lavoratori, il confine tra “aiuto occasionale” e “lavoro dipendente” è sottilissimo e spesso già superato nei fatti. Vediamo nel dettaglio perché:

🧼 Pulizie e Sanificazione: Non solo chi pulisce gli spogliatoi e le tribune, ma anche chi si occupa del lavaggio delle divise e della gestione dei rifiuti.

🛠️ Manutenzione Impianti: Dai tecnici della piscina (filtri e cloro) ai manutentori di macchinari fitness, fino agli operai specializzati e ai giardinieri che curano i campi.

🔑 Logistica e Custodia: Le figure che gestiscono le chiavi, la sicurezza degli accessi, il magazzino e i trasporti (autisti e addetti ai mezzi sociali).

Come inquadrare correttamente il personale non sportivo?

Una volta identificata la necessità di un inquadramento subordinato, la domanda diventa: quale contratto si adatta meglio alle esigenze della mia ASD? Le soluzioni sono diverse e vanno scelte con cura:

  • Stabilità o flessibilità? Si può optare per il tempo determinato o indeterminato, modulando l’orario tra Full Time o Part Time.
  • Gestire l’imprevedibilità: Per esigenze discontinue, il lavoro intermittente (o “a chiamata”) è spesso la soluzione ideale.
  • Stagionalità e giovani: Esistono percorsi specifici come i contratti stagionali o l’apprendistato, per investire sulla formazione dei più giovani.
  • Interventi saltuari: Per prestazioni davvero sporadiche, è possibile valutare il lavoro occasionale tramite la piattaforma INPS, sempre nel rispetto dei limiti di legge.

Il consiglio d’oro: Non esiste una “taglia unica”. Per evitare sanzioni e costruire una gestione sostenibile, è fondamentale confrontarsi con un consulente esperto che sappia cucire il contratto corretto sulla reale attività svolta dal collaboratore.

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Riforma Palestre Aperte: tutte le nuove opportunità per ASD e SSD

“Hai mai dovuto dire di no a un nuovo gruppo di atleti solo perché non avevi ore a disposizione in palestra? Questo paradosso tutto italiano ha finalmente una soluzione legislativa. Con la nascita della Legge ‘Palestre Aperte’, il diritto allo spazio sportivo diventa concreto. Scopriamo insieme i punti chiave del testo firmato da Mauro Berruto e i passaggi pratici per permettere alla tua società di crescere, sfruttando le nuove opportunità di convenzione con gli istituti scolastici.”

Non è solo una questione di logistica, ma di diritti: rendere le palestre accessibili significa dare gambe a quel ‘diritto allo sport’ che dal 2023 brilla nella nostra Costituzione.

Legge ‘Palestre Aperte’

“Troppe palestre chiuse dopo le lezioni, troppe società senza una casa. Questa legge nasce per risolvere questo cortocircuito, trasformando le scuole in centri di aggregazione sportiva accessibili a tutti, senza più distinzioni tra comuni fortunati e aree scoperte.”

Cosa prevede concretamente la legge

Il provvedimento modifica due norme esistenti: il Testo Unico della scuola (D.Lgs. 297/1994) e il D.Lgs. 38/2021 in materia di impianti sportivi. Ecco i punti chiave.

1. Gestione centralizzata degli spazi: basta richieste porta a porta Finalmente una regola chiara: le palestre scolastiche devono essere aperte al territorio. La legge affida a Comuni e Province il compito di gestire le assegnazioni tramite apposite convenzioni. Il vantaggio pratico: Le società sportive hanno ora un unico referente istituzionale. La scuola non può più decidere arbitrariamente di tenere chiusi i cancelli se l’attività non interferisce con l’offerta formativa.

2. Operatività 12 mesi su 12 La legge garantisce l’uso delle strutture anche quando la scuola è chiusa. Questa novità trasforma le palestre in risorse attive tutto l’anno, eliminando i problemi logistici che colpiscono ASD e SSD tra giugno e settembre, proprio nel momento clou della programmazione della nuova stagione.

3. Via libera alle gare ufficiali: ora è legge Niente più dubbi: le palestre delle scuole possono ospitare non solo gli allenamenti, ma anche le partite di calendario. La nuova legge lo mette per iscritto, eliminando le incertezze del passato e garantendo alle società una “casa” sicura anche per i momenti più importanti della stagione agonistica.

4. Ristrutturi la palestra? L’affitto è gratis La novità più ghiotta per le società strutturate: puoi presentare un piano di riqualificazione per la palestra che utilizzi. Una volta approvato, l’investimento fatto viene “scalato” dal canone di affitto, garantendoti l’uso gratuito dell’impianto per un periodo concordato. In sintesi: i soldi che avresti speso in affitto li investi per migliorare la tua “casa” sportiva, assicurandoti una concessione a lungo termine.

5. Una mappatura chiara degli spazi disponibili Con la nuova legge, l’uso della palestra diventa la regola e l’indisponibilità l’eccezione. Il Consiglio d’Istituto ha il compito di mappare e comunicare al Comune gli orari in cui la palestra è occupata dai progetti scolastici. Il vantaggio: Questa chiarezza evita i conflitti dell’ultimo minuto. Se una fascia oraria non è ufficialmente occupata da un’attività didattica certificata, quella fascia diventa potenzialmente accessibile per la tua società sportiva.

Chi sono i beneficiari? Una platea ampia ma definita La Legge Berruto non apre le porte a tutti indiscriminatamente, ma distingue i soggetti in base all’obiettivo:

  • Per l’uso quotidiano (Convenzioni): L’accesso è garantito a tutte le società e associazioni sportive.
  • Per l’agonismo (Gare e Allenamenti): La legge tutela specificamente ASD e SSD, legittimando la loro attività istituzionale nelle scuole.
  • Per i lavori di restyling (Uso gratuito): La possibilità di ristrutturare l’impianto in cambio del canone zero è riservata esclusivamente ai sodalizi senza scopo di lucro.

Cosa fare da domani: la tua lista di controllo Non perdere tempo, la programmazione della prossima stagione inizia ora:

  • Individua l’ente proprietario: Non andare dal Preside, vai in Comune o in Provincia.
  • Controlla il PTOF: Assicurati di sapere quando la scuola ha effettivamente bisogno della palestra.
  • Invia la PEC: Scrivi all’ufficio sport allegando i dati della tua società (codice fiscale e affiliazione).
  • Specifica l’attività: Scrivi chiaramente se ti servono spazi per allenamenti o per gare ufficiali.
  • Opzione Riqualificazione: Valuta se proporre un lavoro di miglioria in cambio dell’uso gratuito.

“Il tempo dei ‘no’ immotivati e delle palestre chiuse è finito. Con la Legge Berruto, lo sport torna al centro della comunità: sta a noi dirigenti, ora, bussare alle porte giuste e rivendicare il diritto dei nostri atleti ad avere una casa.”

💡 Un ultimo consiglio: Ogni Comune ha le sue procedure. Controlla regolarmente il sito del tuo ente locale e resta in contatto con la tua Federazione per non farti sfuggire i dettagli operativi e le scadenze della tua zona.

La chiave del successo: una gestione attenta e rispettosa Per far sì che il rapporto con l’ente locale e la scuola funzioni, la società sportiva deve dimostrarsi un custode affidabile. La legge pone in capo al concessionario la cura e la pulizia degli impianti e delle attrezzature. La tua Checklist di responsabilità:

  • Lasciare gli impianti funzionali e puliti al termine di ogni utilizzo.
  • Garantire la sicurezza di atleti e pubblico.
  • Comunicare tempestivamente ogni danno per la manutenzione. Essere dei buoni inquilini è l’unico modo per trasformare una semplice convenzione in una partnership duratura.

💡 Suggerimento: Documenta sempre con delle foto lo stato della palestra all’inizio e alla fine dei tuoi turni. È la tua migliore assicurazione in caso di contestazioni da parte della scuola.

🚨 Guida rapida: cosa NON fare

  • Sbagliare interlocutore: Il referente è il Comune, non il Preside.
  • Chiedere alla cieca: Verifica sempre il PTOF per evitare sovrapposizioni con la scuola.
  • Essere un ospite sgradito: Ignorare pulizia e decoro porta dritto alla revoca.
  • Sottovalutare il “baratto”: La riqualificazione è un’arma potente per avere stabilità; usala.
  • Aspettare troppo: Il momento di presentare le richieste è adesso.

“In sintesi: la Legge Palestre Aperte è uno strumento potente, ma richiede dirigenti preparati e propositivi. Non subire il cambiamento, guidalo.”

Flavia

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COME GESTIRE I COMPENSI SPORTIVI OLTRE I 5.000,00 €

Con questo articolo iniziamo a spiegare come organizzare per tempo gli adempimenti delle ASD e SSD relativi ai collaboratori sportivi che superano la soglia di 5.000 euro.

Come ben sai, la recente riforma del lavoro sportivo ha introdotto cambiamenti sostanziali, rendendo necessaria una comprensione approfondita delle nuove regole.

Qui troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente i compensi nel mondo dello sport dilettantistico, evitando errori e potenziali sanzioni.

Cosa importante che non devi dimenticare, il conteggio è annuale:

  • Per l’anno 2023, il conteggio parte dal 1° luglio. Questo significa che per il 2023, solo i compensi percepiti nella seconda metà dell’anno concorrono al raggiungimento della soglia;
  • Dal 2024 in poi, si considererà l’intero anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre;
  • Per i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) si applica il criterio di cassa allargato: i compensi ricevuti nei primi 12 giorni di gennaio per prestazioni dell’anno precedente vengono conteggiati nell’anno di competenza.

Cosa deve fare il tuo collaboratore?

Prima di ogni pagamento, il tuo collaboratore sportivo deve fornire un’autocertificazione che attesti l’ammontare complessivo dei compensi percepiti nell’anno solare fino a quel momento.

L’autocertificazione deve includere:

  • Compensi per co.co.co. sportiva e amministrativo-gestionale
  • Compensi per prestazioni autonome professionali sportive
  • Compensi per prestazioni autonome occasionali

Questo documento è cruciale per determinare se la soglia dei 5.000 euro è stata superata.

Non vanno invece inclusi:

  • Redditi da altre attività non sportive
  • Rimborsi spese documentati per trasferte
  • Premi non contrattualizzati per risultati sportivi

La responsabilità della correttezza dei dati ricade sul collaboratore, ma è nell’interesse di entrambe le parti che l’autocertificazione sia il più possibile accurata e aggiornata.

Ora passiamo alle ASD e alle SSD. Quali sono gli adempimenti per le Associazioni e Società Sportive?

Quando un collaboratore supera la soglia dei 5.000 euro, l’associazione o società sportiva deve intraprendere una serie di azioni specifiche:

  • Calcolare i contributi dovuti sulla parte eccedente i 5.000 euro
  • Trattenere la quota a carico del lavoratore
  • Versare al collaboratore l’importo netto anziché quello lordo

Come Fare?

Per effettuare questi calcoli, è necessario che tu utilizzi il Registro delle Attività Sportive (RAS). Il sistema permette di inserire i dati del collaboratore e del compenso, calcolando automaticamente i contributi dovuti e l’importo netto da corrispondere.

In dettaglio, segui i punti e vedrai che sarà più semplice:

  1. Inserire la data del pagamento e l’importo lordo da corrispondere
  2. Nel campo “non imponibile previdenziale”, inserire manualmente l’importo residuo di franchigia ancora spettante o 0,00 se il collaboratore ha già superato la soglia di 5.000 euro
  3. Cliccare su “Verifica” per ottenere il calcolo automatico dei contributi e dell’importo netto da pagare al collaboratore

Una volta calcolati i contributi, tu Associazione devi procedere con due adempimenti fondamentali:

  1. Generare e pagare il modello F24 per il versamento dei contributi:
    • Scadenza: entro il 16 del mese successivo al pagamento dell’importo eccedente
    • Utilizzare il codice sede INPS corrispondente alla sede legale dell’associazione
  2. Generare e trasmettere all’INPS il modello UNIEMENS:
    • Scadenza: entro la fine del mese successivo al pagamento
    • Al momento, il RAS consente la generazione del file UNIEMENS ma non la sua trasmissione

Per la trasmissione dell’UNIEMENS, in attesa che il RAS implementi questa funzionalità, le associazioni devono accede autonomamente attraverso il portale INPS:

  • Inviare all’INPS, tramite PEC, il modulo SC65 per l’abilitazione ai servizi telematici
  • Il legale rappresentante deve associare il proprio codice fiscale a quello dell’associazione

Cosa devi sapere?

Ebbene devi sapere l\’aliquota da utilizzare a seconda se sei iscritto o meno ad altre forme di previdenza:

  • Per i non iscritti: l’aliquota è del 25% + 2,03%
  • Per gli iscritti ad altre forme di previdenza o titolari di pensione: l’aliquota è del 24%

Inoltre, se ii tuo collaboratore supera la soglia dei 5.000 euro ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata INPS. Questo adempimento è a carico del collaboratore, non dell’associazione sportiva.

Tutte le iscrizioni ormai sono on-line e quindi il tuo collaboratore deve semplicemente:

  1. Accedere al servizio dedicato con SPID, CIE o CNS
  2. Selezionare “parasubordinato” per i co.co.co.
  3. Inserire la data di inizio attività (inizio del primo contratto)
  4. Fornire numero di telefono e indirizzo e-mail
  5. Confermare i dati per la protocollazione della domanda

Ad oggi, abbiamo molti strumenti a disposizione che ci permettono di rispettare le normative vigenti, quindi questo articolo vi permetterà di mettervi in gioco e di conoscere meglio la tua ASD, i tuoi collaboratori e tutto quello che bisogna fare per gestirla alla luce del sole.

ASD e SCUOLA

Sai che le ASD possono instaurare collaborazioni con le scuole?

Ebbene si, inoltre ti aggiungo che le collaborazioni tra le 2 rappresentano un valore aggiunto per il sistema educativo e per lo sviluppo della pratica sportiva tra i giovani.

In questo articolo capirai il perché un’associazione  dovrebbe fare collaborazioni con la scuola e quali sono i documenti necessari per gestire la parte amministrativa nel modo corretto.

Perché ad una ASD conviene collaborare con la scuola?

  • Gli spazi scolastici sono messi a disposizione delle Associazioni a prezzi molto vantaggiosi.
  • Le Scuole sono diffuse ovunque sul territorio italiano: tutti sanno dove si trovano e come raggiungerle.
  • Gli edifici scolastici sono a disposizione del Territorio in quanto sono di proprietà pubblica, quindi sono a disposizione delle Associazioni, per svolgere attività di promozione sociale, culturale e civile.
  • Questi edifici sono sempre mantenuti puliti, riscaldati e a norma. Quindi, ti troverai sempre ambienti già riscaldati e pronti per essere utilizzati per le tue attività.

Le ASD, così facendo, possono ampliare la loro base associativa coinvolgendo gli studenti in attività sportive sin dalla giovane età.

Cosa possono proporre le ASD?

Le ASD possono proporre programmi di sport specifici, come il calcio, il basket o l\’atletica, oppure offrire attività multisportive che permettono agli studenti di esplorare diverse discipline.

Ad esempio le ASD possono supportare, grazie a questa collaborazione, l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole primarie. In queste scuole spesso non ci sono insegnanti specializzati. In questi casi, le ASD mettono a disposizione istruttori qualificati per gestire le lezioni e garantire agli studenti un’educazione fisica di qualità.

Cosa deve fare un\’ASD prima di avviare una collaborazione con la Scuola?

  • L’ASD deve presentare un progetto chiaro e ben strutturato.
  • L\’ASD deve assicurarsi che tutti gli istruttori abbiano le qualifiche richieste.

Quali documenti sono necessari per instaurare una collaborazione con la Scuola?

1. Per i progetti indipendenti all’interno dell’edificio scolastico (solo utilizzo di spazi e attrezzature) sono necessari:

  • Un’autorizzazione scritta da parte dell’autorità scolastica
  • L’idonea assicurazione che copra l’associazione da eventuali danni che dovesse procurare agli spazi e alle attrezzature scolastiche

2. Per i progetti organizzati dall’associazione in collaborazione con le scuole e gli insegnanti sono necessari:

  • Una convenzione scritta tra l’autorità scolastica e l’associazione
  • L’idonea assicurazione che copra l’associazione da eventuali danni che dovesse procurare agli spazi e alle attrezzature scolastiche

3. Per i progetti organizzati dall’Associazione in collaborazione con la scuola e i comitati genitori sono necessari:

  • Una convenzione scritta tra l’autorità scolastica, l’associazione e il comitato genitori
  • L’idonea assicurazione che copra l’associazione da eventuali danni che dovesse procurare agli spazi e alle attrezzature scolastiche.

Per saperne di più contattaci.