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POS e registratore di cassa 2026: cosa cambia davvero per le ASD?

Dal 1° gennaio 2026 le regole sui pagamenti tracciabili si sono fatte più stringenti, introducendo l’obbligo di connessione tra POS e registratori di cassa. Questa novità ha generato un bel po’ di disorientamento tra chi si occupa della gestione amministrativa di ASD e SSD.

La domanda che ci viene posta più spesso in queste settimane è semplice: “Dobbiamo adeguarci anche noi?”

Per capire cosa fare, bisogna guardare al proprio regime contabile. Chi ha scelto la Legge 398/91, infatti, beneficia di importanti esoneri che rendono questo adempimento non obbligatorio nella maggior parte dei casi. Facciamo chiarezza punto per punto su come muoversi in sicurezza.

📌 Promemoria: Le informazioni riportate sono di natura divulgativa. Poiché ogni ASD ha le sue peculiarità, ti invitiamo a verificare la tua posizione specifica con un consulente fiscale di fiducia.

⚙️ POS e Cassa uniti: cosa dice la legge nel 2026

La normativa attuale (D.Lgs. 127/2015) impone una svolta digitale per le attività commerciali: l’obbligo di interconnessione tra il terminale di pagamento (POS) e il registratore di cassa telematico.

Tradotto in pratica significa che:

  • Prima: Potevi battere lo scontrino sulla cassa e incassare l’importo sul POS in due momenti separati.
  • Oggi: I due strumenti devono essere integrati in un unico flusso, dove il pagamento elettronico genera e convalida l’operazione sulla cassa.

Una mossa pensata per digitalizzare al 100% i flussi d’incasso e semplificare i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate. Fortunatamente, come vedremo tra un attimo, esistono eccezioni fondamentali che salvano molte associazioni.

🛡️ Nessun obbligo di collegamento per le ASD in 398: ecco perché

Entriamo nel dettaglio della regola che tutela il mondo dello sport dilettantistico. Se la tua ASD o SSD applica il regime forfettario della Legge 398/91, la risposta al tormentone del 2026 è: no, non devi adeguare i tuoi sistemi.

Ecco perché il meccanismo fila liscio a tuo favore:

  • L’esonero alla base: La normativa ha sempre previsto che chi applica la 398 non debba emettere scontrini o ricevute fiscali per le attività istituzionali e commerciali connesse.
  • La conferma successiva: I successivi decreti del Ministero dell’Economia hanno chiarito che chi è escluso dalla certificazione dei corrispettivi non deve attivare la memorizzazione e l’invio telematico dei dati.
  • L’effetto sul 2026: Poiché l’obbligo di unire POS e cassa riguarda solo chi trasmette i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, per te questa regola non esiste.

Il verdetto pratico: Puoi continuare a usare il tuo POS per ricevere i pagamenti dei soci e dei tesserati esattamente come facevi prima.

🔄 Il bivio: come gestire il POS tra quote dei soci e incassi del bar

Nella realtà di tutti i giorni, pochissime associazioni fanno solo attività istituzionale. Spesso la vita del centro sportivo si regge anche sul bar della sede, sulla vendita del merchandising con il logo del club o sull’affitto degli spazi per i tornei.

Se la tua realtà rientra in questa categoria “ibrida”, è qui che nasce la vera confusione sul POS 2026. La regola d’oro da ricordare è che la natura dell’entrata cambia le regole del gioco fiscale.

Per fare ordine ed evitare sanzioni senza spendere soldi inutilmente, analizziamo i tre casi specifici in cui può sdoppiarsi la gestione della tua ASD o SSD.

Scenario 1: Solo POS per tutto (Sia istituzionale che commerciale, sfruttando l’esonero della 398 ed emettendo fatture/registrando i corrispettivi sul registro cartaceo ex 398 ➔ Nessun obbligo di collegamento).

Scenario 2: Uso facoltativo del Registratore Telematico per il bar (Se l’ASD ha scelto volontariamente di usare una cassa per il bar ➔ Qui scatta l’obbligo di collegamento POS-Cassa, ma solo per il terminale dedicato al bar).

Scenario 3: Doppio POS separato (Un POS per le quote associative e un POS/Cassa integrato per l’attività commerciale ➔ La soluzione più pulita per evitare contestazioni).

Tipo di incassoCodice POSTrasmissione AdEIVA
Attività commercialeCodice commercialeApplicata (aliquota pertinente)
Attività istituzionaleCodice istituzionaleSì (fuori campo IVA)Non applicata

Nota pratica: Anche se l’attività istituzionale è fuori campo IVA e non richiede lo scontrino, la dicitura “Trasmissione AdE: Sì” per i pagamenti tracciabili serve a dimostrare al fisco la trasparenza dei flussi finanziari dell’associazione (obbligatoria per il mantenimento delle agevolazioni fiscali del mondo sportivo).

📠 E se in sede c’è un vecchio registratore di cassa?

Può capitare che una ASD o SSD abbia in bacheca o sul bancone un registratore di cassa telematico ereditato da una precedente gestione in regime ordinario, o acquistato prima di passare al regime agevolato 398/91.

Cosa bisogna fare con questo apparecchio per evitare sanzioni sul POS nel 2026?

La regola è semplice: se la tua associazione è oggi in regime 398, non ha l’obbligo di trasmettere i corrispettivi. Di conseguenza, quel dispositivo non deve risultare attivo e censito come “In servizio” sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

⚠️ Attenzione a non fare errori: Non basta staccare il cavo internet. Per essere in regola e non dover collegare il POS, l’apparecchio deve essere formalmente disattivato (messo “fuori servizio”) dal tuo tecnico abilitato. Se lo usi solo come una “calcolatrice” interna per stampare promemoria non fiscali per i soci, assicurati che la cassa non stia inviando dati al fisco a tua insaputa.

💡 Tiriamo le somme: cosa cambia davvero per te?

Per evitare la confusione generata dalle novità del 2026, ecco i concetti chiave che ogni dirigente sportivo deve tenere a mente:

  1. Il regime 398/91 ti esonera dalla cassa telematica, quindi il tuo POS può rimanere “indipendente”.
  2. Se hai un’attività commerciale parallela (come il bar della sede), l’obbligo di collegamento POS-Cassa scatta solo per quel tipo di incassi.
  3. I vecchi registratori non più attivi fiscalmente non creano vincoli sul POS.
  4. Digitalizzare e tracciare le quote dei soci non è solo una tutela contro i controlli, ma una comodità per la tua segreteria.

Prima di fare qualsiasi modifica ai tuoi sistemi, confrontati sempre con un consulente esperto di Terzo Settore e Sport.

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🛑 DOMANDE FREQUENTI. POS nelle ASD: Vero o Falso? Facciamo chiarezza

  • Nel 2026 tutte le ASD devono cambiare il POS.FALSO. L’obbligo di collegamento POS-Cassa riguarda solo chi usa il registratore telematico. Se la tua ASD/SSD è in regime 398/91, sei esonerato.
  • Se l’associazione gestisce un bar, il POS va adeguato. canali dedicati sul terminale per non mischiare le entrate del bar (commerciali) con le quote dei corsi (istituzionali). Per queste ultime, soluzioni come Golee Pay ti permettono di dormire sonni tranquilli.
  • Usare un solo POS per quote associative e sponsorizzazioni è vietato.FALSO. È assolutamente possibile, a patto che il terminale sia configurato a codici distinti per indirizzare correttamente i flussi (con o senza IVA) all’Agenzia delle Entrate.
  • Se il POS invia i dati al fisco, le quote dei soci diventano commerciali.FALSO. La natura giuridica dell’incasso non cambia: una quota associativa resta fuori campo IVA anche se tracciata telematicamente.
  • La presenza di una vecchia cassa in segreteria fa scattare l’obbligo.FALSO. Conta solo lo stato fiscale del dispositivo: se è formalmente fuori servizio sul portale dell’AdE, il tuo POS non deve essere collegato a nulla.
Sportivi e Partita IVA: scattano le nuove regole per la fatturazione elettronica: cosa cambia a metà maggio

Il mondo del lavoro sportivo dilettantistico si evolve ancora. Se sei un istruttore, un allenatore, un personal trainer o un professionista dello sport con partita IVA, oppure se gestisci una ASD o una SSD, c’è una novità tecnica molto importante di cui devi tenere conto.

Dal 15 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato le nuove specifiche tecniche della fatturazione elettronica (versione 1.9.1). La novità più rilevante per il nostro settore è l’introduzione di un codice ad hoc nel tracciato XML: il codice ESENZSPORT.

Vediamo insieme cosa significa, come si usa e perché non sostituisce i vecchi adempimenti.

Che cos’è il codice ESENZSPORT e a cosa serve?

La riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021) ha stabilito un principio ormai noto: i compensi da lavoro sportivo nell’area del dilettantismo non sono imponibili a fini fiscali fino a 15.000 euro all’anno.

Fino ad oggi, chi emetteva fattura elettronica inseriva questa esenzione “a testo libero” nelle note o nella descrizione della prestazione, lasciando alle ASD e ai commercialisti l’onere di decifrare la natura del compenso.

Dal 15 maggio 2026 tutto questo diventa standardizzato. Il codice ESENZSPORT serve proprio a comunicare direttamente al Sistema di Interscambio (SdI) e al committente che quel preciso compenso beneficia della franchigia dei 15.000 euro.

Nota bene: Questa modifica è puramente tecnica e descrittiva. Non cambia i requisiti fiscali, non modifica le aliquote e non tocca le regole sull’IVA (che dipendono dal tuo regime fiscale, es. forfettario o ordinario). Serve a fare chiarezza ed evitare errori di calcolo sulle ritenute.

Come compilare la nuova fattura elettronica

Se utilizzi un software di fatturazione, troverai un campo specifico all’interno della sezione dedicata ai dati gestionali. Tecnicamente, la stringa si posiziona in questo modo all’interno del file XML:

XML

<AltriDatiGestionali> <TipoDato>ESENZSPORT</TipoDato> </AltriDatiGestionali>

Quando va inserito il codice?

  • Sotto i 15.000 euro di compensi annui: Quando emetti la fattura e sai di essere ancora dentro la franchigia esente, il codice va inserito per segnalare che la somma non deve essere tassata.
  • Al superamento dei 15.000 euro: Sulla quota che eccede la franchigia (quella che diventa imponibile e su cui si applica la ritenuta o la tassazione ordinaria), il codice non va inserito.

Occhio al Regime Forfettario!

Se operi in regime forfettario, la franchigia dei 15.000 euro si comporta in modo particolare:

  1. I primi 15.000 euro non subiscono l’applicazione della ritenuta e non concorrono al calcolo dell’imposta sostitutiva (il coefficiente di redditività si applica solo sulla parte eccedente).
  2. Attenzione al limite degli 85.000 euro: Anche se i primi 15.000 euro sono esenti da tasse, contano comunque come fatturato totale per verificare se puoi rimanere nel regime forfettario l’anno successivo.

Il grande malinteso: l’autocertificazione serve ancora?

Sì, assolutamente. Questo è l’errore più comune che si sta diffondendo da quando è entrata in vigore la novità.

Il codice ESENZSPORT in fattura facilita la comunicazione, ma non ha valore legale sostitutivo. L’unico documento che tutela legalmente l’ASD o la SSD prima di effettuare un pagamento senza ritenuta rimane l’autocertificazione firmata dal lavoratore.

DocumentoObbligatorio?A cosa serve?
Codice ESENZSPORTConsigliato / Richiesto dai softwareStandardizza il file XML e chiarisce la natura del compenso.
Autocertificazione cartacea/digitaleSì, sempre obbligatoriaAttesta i compensi già percepiti nell’anno solare e tutela l’ente sportivo da sanzioni.

Cosa devono fare ASD e SSD adesso?

Se gestisci un’associazione o una società sportiva, i tuoi compiti principali per evitare sanzioni non cambiano, ma si digitalizzano:

  • Richiedi sempre l’autocertificazione aggiornata ai tuoi collaboratori prima di disporre il bonifico di ogni fattura.
  • Verifica la fattura: Controlla che i tuoi istruttori stiano inserendo correttamente il codice ESENZSPORT se sono sotto soglia, così da avere una contabilità perfettamente allineata in caso di controlli automatici dell’Agenzia delle Entrate.
  • Tieni il conto: Monitora costantemente la somma dei compensi erogati ad ogni singolo collaboratore durante l’anno solare per accorgerti subito quando si avvicina il tetto dei 15.000 euro.
Responsabile Tecnico vs Dirigente Tecnico: Ruoli, Differenze e Sinergie

Nel mondo dell’associazionismo, delle società sportive e delle aziende ad alto contenuto tecnologico, sentiamo spesso parlare di Responsabile Tecnico e Dirigente Tecnico. Sebbene i nomi possano sembrare simili, queste due figure operano su piani differenti: uno è il “motore” dell’operatività, l’altro è la “mente” della strategia.

In questo articolo faremo chiarezza sulle loro competenze, responsabilità e su come la loro collaborazione possa fare la fortuna di un’organizzazione.

1. Il Responsabile Tecnico: Il Cuore del Campo

Il Responsabile Tecnico è l’anima pratica dell’organizzazione. È colui che possiede le competenze specifiche (il “know-how”) e si assicura che l’attività quotidiana venga svolta secondo gli standard prefissati.

Cosa fa concretamente?

  • Coordinamento dello staff: Gestisce istruttori, allenatori o tecnici operativi.
  • Programmazione didattica/operativa: Decide come si lavora, definendo i protocolli tecnici o i programmi di allenamento.
  • Controllo qualità: Verifica che gli obiettivi tecnici vengano raggiunti e interviene in caso di errori metodologici.
  • Aggiornamento: È il primo a dover essere aggiornato sulle nuove normative o tecniche del settore.

In sintesi: Il Responsabile Tecnico risponde alla domanda: “Come dobbiamo svolgere questa attività nel modo migliore?”

2. Il Dirigente Tecnico: La Visione Strategica

Il Dirigente Tecnico si colloca a un livello più alto nella gerarchia gestionale. Non sempre deve saper “fare” nel dettaglio ciò che fa il tecnico, ma deve saperlo gestire all’interno di un quadro economico e normativo.

Cosa fa concretamente?

  • Pianificazione e Budget: Valuta la sostenibilità dei progetti tecnici e alloca le risorse necessarie.
  • Rapporti Istituzionali: Gestisce i contatti con federazioni, enti pubblici o partner commerciali.
  • Gestione Risorse Umane: Si occupa della contrattualistica e della selezione del personale (su indicazione del Responsabile Tecnico).
  • Responsabilità Legale: Spesso è la figura che si interfaccia con le normative di sicurezza e conformità.

In sintesi: Il Dirigente Tecnico risponde alla domanda: “Quali risorse servono e quali obiettivi societari dobbiamo raggiungere?”

CaratteristicaResponsabile TecnicoDirigente Tecnico
FocusOperatività e MetodologiaStrategia e Gestione
AmbienteCampo, Laboratorio, OfficinaUfficio, CDA, Relazioni esterne
CompetenzaSpecialistica/SettorialeManageriale/Gestionale
ObiettivoEccellenza della prestazioneSostenibilità e crescita del progetto

Perché la distinzione è importante?

Molte piccole realtà commettono l’errore di sovrapporre queste due figure in una sola persona. Se da un lato ciò garantisce risparmio, dall’altro crea un corto circuito: un ottimo tecnico potrebbe non avere le doti gestionali necessarie, e un bravo manager potrebbe ignorare le necessità pratiche dello staff.

La sinergia vincente: Il Dirigente Tecnico mette a disposizione il “terreno” (risorse, strutture, permessi), mentre il Responsabile Tecnico coltiva i “frutti” (risultati, qualità del servizio, crescita degli atleti o del prodotto).

Conclusione

Che tu stia gestendo una scuola calcio, un’accademia di formazione o un’azienda di servizi, identificare correttamente chi comanda “tecnicamente” e chi gestisce “dirigenzialmente” è il primo passo verso una struttura solida.

E tu, nella tua organizzazione, hai già definito chiaramente questi ruoli?


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RUNTS: La Guida Definitiva al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Se operi nel mondo del no-profit, avrai sicuramente sentito parlare del RUNTS. Non è solo l’ennesimo acronimo burocratico, ma il vero “cuore pulsante” della Riforma del Terzo Settore. In questo articolo vedremo cos’è, come funziona e perché la tua associazione non può più farne a meno.

Cos’è il RUNTS?

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore è il registro telematico istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha sostituito i vecchi registri regionali delle APS (Associazioni di Promozione Sociale) e delle ODV (Organizzazioni di Volontariato), oltre all’anagrafe delle ONLUS.

In breve: È la carta d’identità digitale di tutti gli Enti del Terzo Settore (ETS). Se non sei iscritto, per lo Stato non sei ufficialmente un ETS.

Chi può iscriversi?

L’iscrizione non è un obbligo assoluto per tutte le associazioni, ma è la condizione necessaria per acquisire la qualifica di ETS. In particolare, il registro è suddiviso in 7 sezioni:

  1. Organizzazioni di Volontariato (ODV)
  2. Associazioni di Promozione Sociale (APS)
  3. Enti Filantropici
  4. Imprese Sociali (incluse le Cooperative Sociali)
  5. Reti Associative
  6. Società di Mutuo Soccorso
  7. Altri Enti del Terzo Settore

I vantaggi dell’iscrizione: Perché farlo?

Molti vedono il RUNTS solo come un carico di lavoro extra, ma i benefici sono tangibili e sostanziosi:

  • Agevolazioni Fiscali: Accesso a regimi di tassazione agevolata e detrazioni/deduzioni per i donatori.
  • 5 per mille: Solo gli enti iscritti al RUNTS possono accedere a questa importante fonte di finanziamento.
  • Contributi Pubblici: Possibilità di stipulare convenzioni con la Pubblica Amministrazione e partecipare a bandi riservati.
  • Personalità Giuridica: Una procedura semplificata per ottenere l’autonomia patrimoniale perfetta (proteggendo il patrimonio personale degli amministratori).
  • Trasparenza: Maggiore credibilità agli occhi di partner, donatori e cittadini.

Come ci si iscrive? La procedura

L’iscrizione avviene esclusivamente in via telematica. Per procedere, l’ente deve essere in possesso di tre strumenti fondamentali:

  1. SPID o CIE del rappresentante legale.
  2. Firma Digitale (necessaria per firmare i documenti da inviare).
  3. PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’associazione.

I documenti necessari

Per la domanda dovrai allegare:

  • Atto Costitutivo.
  • Statuto aggiornato alle norme del Codice del Terzo Settore.
  • Ultimi due bilanci approvati (se l’ente è già esistente).

Obblighi post-iscrizione: Non finisce qui

Una volta entrati nel RUNTS, l’ente deve mantenere aggiornate le informazioni. In particolare, è obbligatorio depositare ogni anno:

  • Il Bilancio d’esercizio (o il rendiconto per cassa per i piccoli enti).
  • Il Bilancio Sociale (obbligatorio solo sopra un certo fatturato).
  • Eventuali variazioni delle cariche sociali o modifiche statutarie.

Conclusione

Il RUNTS è lo strumento che porta il no-profit italiano nella modernità, garantendo trasparenza e certezza del diritto. Sebbene richieda un rigore gestionale maggiore rispetto al passato, i vantaggi in termini di crescita e sostenibilità sono imprescindibili per un’associazione che vuole guardare al futuro.

La tua associazione è già in regola o hai ancora dubbi sullo statuto? Non aspettare l’ultimo momento: la trasparenza è la tua miglior risorsa.

Ti è stato utile questo articolo?

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Riforma Palestre Aperte: tutte le nuove opportunità per ASD e SSD

“Hai mai dovuto dire di no a un nuovo gruppo di atleti solo perché non avevi ore a disposizione in palestra? Questo paradosso tutto italiano ha finalmente una soluzione legislativa. Con la nascita della Legge ‘Palestre Aperte’, il diritto allo spazio sportivo diventa concreto. Scopriamo insieme i punti chiave del testo firmato da Mauro Berruto e i passaggi pratici per permettere alla tua società di crescere, sfruttando le nuove opportunità di convenzione con gli istituti scolastici.”

Non è solo una questione di logistica, ma di diritti: rendere le palestre accessibili significa dare gambe a quel ‘diritto allo sport’ che dal 2023 brilla nella nostra Costituzione.

Legge ‘Palestre Aperte’

“Troppe palestre chiuse dopo le lezioni, troppe società senza una casa. Questa legge nasce per risolvere questo cortocircuito, trasformando le scuole in centri di aggregazione sportiva accessibili a tutti, senza più distinzioni tra comuni fortunati e aree scoperte.”

Cosa prevede concretamente la legge

Il provvedimento modifica due norme esistenti: il Testo Unico della scuola (D.Lgs. 297/1994) e il D.Lgs. 38/2021 in materia di impianti sportivi. Ecco i punti chiave.

1. Gestione centralizzata degli spazi: basta richieste porta a porta Finalmente una regola chiara: le palestre scolastiche devono essere aperte al territorio. La legge affida a Comuni e Province il compito di gestire le assegnazioni tramite apposite convenzioni. Il vantaggio pratico: Le società sportive hanno ora un unico referente istituzionale. La scuola non può più decidere arbitrariamente di tenere chiusi i cancelli se l’attività non interferisce con l’offerta formativa.

2. Operatività 12 mesi su 12 La legge garantisce l’uso delle strutture anche quando la scuola è chiusa. Questa novità trasforma le palestre in risorse attive tutto l’anno, eliminando i problemi logistici che colpiscono ASD e SSD tra giugno e settembre, proprio nel momento clou della programmazione della nuova stagione.

3. Via libera alle gare ufficiali: ora è legge Niente più dubbi: le palestre delle scuole possono ospitare non solo gli allenamenti, ma anche le partite di calendario. La nuova legge lo mette per iscritto, eliminando le incertezze del passato e garantendo alle società una “casa” sicura anche per i momenti più importanti della stagione agonistica.

4. Ristrutturi la palestra? L’affitto è gratis La novità più ghiotta per le società strutturate: puoi presentare un piano di riqualificazione per la palestra che utilizzi. Una volta approvato, l’investimento fatto viene “scalato” dal canone di affitto, garantendoti l’uso gratuito dell’impianto per un periodo concordato. In sintesi: i soldi che avresti speso in affitto li investi per migliorare la tua “casa” sportiva, assicurandoti una concessione a lungo termine.

5. Una mappatura chiara degli spazi disponibili Con la nuova legge, l’uso della palestra diventa la regola e l’indisponibilità l’eccezione. Il Consiglio d’Istituto ha il compito di mappare e comunicare al Comune gli orari in cui la palestra è occupata dai progetti scolastici. Il vantaggio: Questa chiarezza evita i conflitti dell’ultimo minuto. Se una fascia oraria non è ufficialmente occupata da un’attività didattica certificata, quella fascia diventa potenzialmente accessibile per la tua società sportiva.

Chi sono i beneficiari? Una platea ampia ma definita La Legge Berruto non apre le porte a tutti indiscriminatamente, ma distingue i soggetti in base all’obiettivo:

  • Per l’uso quotidiano (Convenzioni): L’accesso è garantito a tutte le società e associazioni sportive.
  • Per l’agonismo (Gare e Allenamenti): La legge tutela specificamente ASD e SSD, legittimando la loro attività istituzionale nelle scuole.
  • Per i lavori di restyling (Uso gratuito): La possibilità di ristrutturare l’impianto in cambio del canone zero è riservata esclusivamente ai sodalizi senza scopo di lucro.

Cosa fare da domani: la tua lista di controllo Non perdere tempo, la programmazione della prossima stagione inizia ora:

  • Individua l’ente proprietario: Non andare dal Preside, vai in Comune o in Provincia.
  • Controlla il PTOF: Assicurati di sapere quando la scuola ha effettivamente bisogno della palestra.
  • Invia la PEC: Scrivi all’ufficio sport allegando i dati della tua società (codice fiscale e affiliazione).
  • Specifica l’attività: Scrivi chiaramente se ti servono spazi per allenamenti o per gare ufficiali.
  • Opzione Riqualificazione: Valuta se proporre un lavoro di miglioria in cambio dell’uso gratuito.

“Il tempo dei ‘no’ immotivati e delle palestre chiuse è finito. Con la Legge Berruto, lo sport torna al centro della comunità: sta a noi dirigenti, ora, bussare alle porte giuste e rivendicare il diritto dei nostri atleti ad avere una casa.”

💡 Un ultimo consiglio: Ogni Comune ha le sue procedure. Controlla regolarmente il sito del tuo ente locale e resta in contatto con la tua Federazione per non farti sfuggire i dettagli operativi e le scadenze della tua zona.

La chiave del successo: una gestione attenta e rispettosa Per far sì che il rapporto con l’ente locale e la scuola funzioni, la società sportiva deve dimostrarsi un custode affidabile. La legge pone in capo al concessionario la cura e la pulizia degli impianti e delle attrezzature. La tua Checklist di responsabilità:

  • Lasciare gli impianti funzionali e puliti al termine di ogni utilizzo.
  • Garantire la sicurezza di atleti e pubblico.
  • Comunicare tempestivamente ogni danno per la manutenzione. Essere dei buoni inquilini è l’unico modo per trasformare una semplice convenzione in una partnership duratura.

💡 Suggerimento: Documenta sempre con delle foto lo stato della palestra all’inizio e alla fine dei tuoi turni. È la tua migliore assicurazione in caso di contestazioni da parte della scuola.

🚨 Guida rapida: cosa NON fare

  • Sbagliare interlocutore: Il referente è il Comune, non il Preside.
  • Chiedere alla cieca: Verifica sempre il PTOF per evitare sovrapposizioni con la scuola.
  • Essere un ospite sgradito: Ignorare pulizia e decoro porta dritto alla revoca.
  • Sottovalutare il “baratto”: La riqualificazione è un’arma potente per avere stabilità; usala.
  • Aspettare troppo: Il momento di presentare le richieste è adesso.

“In sintesi: la Legge Palestre Aperte è uno strumento potente, ma richiede dirigenti preparati e propositivi. Non subire il cambiamento, guidalo.”

Flavia

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Codice di Comportamento EPS (Enti di Promozione sportiva)

Un passo storico e significativo per disciplinare in modo chiaro e condiviso la presenza degli Enti di Promozione Sportiva sul territorio.

Il Codice di Comportamento EPS è un documento, un insieme di linee guida e principi fondamentali finalizzati a garantire un ambiente sportivo etico, inclusivo e trasparente. Definisce con maggior rigore i rapporti tra gli Enti: correttezza, responsabilità e coerenza nella promozione di uno sport per tutti, anche se competitiva, contribuire alla coesione sociale del Paese.

Gli Enti devono promuovere la lealtà e il fair play nella quotidianità e nelle competizioni, contrastando qualsiasi condotta che possa compromettere l\’integrità dei risultati sportivi e generare forme di concorrenza contrastanti con le previsioni del codice.

Gli EPS devono diffondere una pratica sportiva sicura e accessibile a tutti i livelli, privilegiando percorsi formativi di qualità che elevino le competenze a vario titolo e valorizzino, attraverso lo sport, la salute e il benessere, l’inclusione e l’integrazione sociale, l’educazione e la cultura sportiva e ambientale.

Il Codice di Comportamento vuole rimarcare e rafforzare i seguenti principi:
Etica e Sport: Lo sport non è solo competizione, ma anche un potente strumento di crescita personale e sociale. Gli EPS adottano comportamenti che riflettono i valori dello sport, come il rispetto, la lealtà, l\’integrità e il fair play.
Inclusione e trasparenza: Gli EPS promuovono un ambiente sportivo etico, inclusivo e trasparente, valorizzando le diversità e garantendo pari opportunità a tutti i partecipanti.
Collaborazione e leale concorrenza: Gli EPS favoriscono la collaborazione e la cooperazione per il bene comune dello sport, pur mantenendo una sana competizione basata sul rispetto reciproco e sull\’assoluta necessità di evitare comportamenti antisportivi e di concorrenza sleale.
Responsabilità e Sostenibilità: Gli EPS gestiscono le risorse in modo responsabile, garantendo efficienza, trasparenza e rendicontazione. Promuovono inoltre pratiche sostenibili per ridurre l\’impatto ambientale e tutelare l\’ecosistema.

Per assolvere a questo ruolo e adottare il Codice gli EPS si impegnano primariamente a:

Trasparenza e onestà, lealtà sportiva. Privilegiare l\’accuratezza e la veridicità di informazioni, favorendo una comunicazione chiara e trasparente. Promuovere la lealtà e il fair play, come già detto antecedentemente, incoraggiando anche iniziative pubbliche congiunte.

    Rispetto reciproco. Riconoscere i valori, gli obiettivi, le differenze , la cultura e le competenze di ogni singola Organizzazione. In particolare deve evitare atti e azioni finalizzate a sottrarre in modo improprio e con promozioni sleali, attività e tesserati ad altri EPS, come le proposte con costi ridotti o nulli delle affiliazioni e del tesseramento.

    Educazione, Formazione e Attività Sportiva. Promuovere iniziative educative, anche congiunte, opportunità per migliorare le competenze e la conoscenza collettiva. Gli EPS devono operare affinché l\’educazione e la formazione nello sport siano guidate da principi etici fondamentali che promuovono un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso per tutti i partecipanti. Per questi motivi si impegnano a rilasciare titoli di formazione (titoli tecnici), nonché la validità nel proprio ambito.

    Gestione delle Risorse. Gli EPS devono garantire una gestione corretta e trasparente delle risorse pubbliche per assicurare trasparenza, efficienza e responsabilità. Gli EPS sono quindi tenuti a:

    • rispettare specifiche regole amministrative e al deposito del bilancio o rendiconto presso il RUNTS (APS), pubblicando sul sito istituzionale;
    • adottare procedure amministrative chiare e definite per la gestione delle risorse pubbliche;
    • disporre di personale qualificato con le competenze necessarie per gestire le risorse pubbliche in modo efficiente e conforme alle leggi e ai regolamenti applicabili;
    • implementare sistemi di controllo interno adeguati per prevenire e rilevare frodi, sperperi e altri abusi delle risorse pubbliche;
    • monitorare e valutare regolarmente la propria gestione delle risorse pubbliche, al fine di identificare aree di miglioramento e apportare le necessarie modifiche.

    Si attende inoltre una ulteriore appendice che delineerà le procedure di rilevamento delle eventuali violazioni al Codice e di irrogazione delle relative sanzioni e per la quale verrà richiesto un approfondimento specifico nell’ambito dell’attuale discussione sulla Riforma della giustizia sportiva.

    Tu hai già chi ti segue affinché hai tutto sotto controllo? Contattaci per saperne di più…

    Agevolazioni fiscali sui rifiuti per le associazioni

    Buongiorno a tutti, molti dei nostri lettori ci hanno chiesto se ci sono agevolazioni sul pagamento TARI per le ASD/SSD.

    Ebbene si…. Oltre alle varie agevolazioni per le Associazioni, si aggiungono agevolazioni anche sulle tassazioni sullo smaltimento dei rifiuti. Vediamo, oggi, insieme come conservare un po\’ di euro nelle casse sociali.

    In particolare per le associazioni senza fine di lucro è prevista una riduzione sulle aliquote da pagare sui rifiuti urbani applicabili solo per le associazioni e società sportive (ASD/SSD).

    Ti sembra ragionevole?

    Vediamo un pò la legge che dovrai utilizzare per richiedere l\’agevolazione oppure il rimborso se ancora non lo sapevi:

    La Risoluzione Ministeriale 24 gennaio 1994, protocollo 5/3398, dispone: “Per quanto riguarda i locali adibiti a palestra si ritiene di confermare, secondo quanto già espresso nella circolare n° 7 del 3 maggio 1983, l’intassabilità di quella parte destinata esclusivamente allo svolgimento dell’attività sportiva e la cui utilizzazione è riservata ai soli praticanti, in quanto su di essa non può esservi produzione di rifiuti”.
    Già in precedenza la Risoluzione ministeriale 14 marzo 1987 Protocollo 8/1868 precisava che la metratura non tassata è quella “parte degli impianti sportivi riservata, di norma, ai soli praticanti, a prescindere dalla circostanza che detti impianti siano ubicati nei locali o su aree scoperte”.

    Traduciamo un pò, così da spiegarmi meglio:

    Le superfici destinate a sola attività sportiva non producono rifiuti. 

    Quale aree interessano?

    Le aree interessate sono i campi all’aperto, superfici di gioco al coperto, aree di palestra, dove gli sportivi corrono, giocano, saltano e danzano. Tutte queste aree non sono tassabili.

    Quali aree sono soggette al TARI?

    Le aree tassabili sono: spogliatoi, uffici, bagni, aree di attesa. Queste aree sono soggette a tassazione in quanto producono, per logica, rifiuti.

    Cosa fare per richiedere l\’agevolazione sopra indicata?

    Molto semplice: puoi recarti all’Ufficio Tributi del Comune di appartenenza e presentare la planimetria delle aree indicando i mq che sono destinati esclusivamente allo svolgimento dell’attività sportiva e quindi non idonei a produrre rifiuti.

    Non lo sapevi ancora?

    Se sei venuto a conoscenza solo oggi sulle agevolazioni TARI, puoi fare richiesta all’Ufficio Tributi per un rimborso degli ultimi 5 anni.

    Secondo te sarà facile farti capire dagli impiegati comunali?

    Non sarà cosi semplice spiegare la cosa al funzionario comunale, ancora oggi molti non conoscono il mondo dell\’Associazionismo, ma con un po’ di pazienza otterrai ciò che ti spetta.

    Libro dei Verbali

    Iniziamo col dire che non dobbiamo confondere la parola verbale che utilizziamo in altri contesti, come ad esempio qui verbale non indica una multa.

    Infatti, il Libro dei Verbali ì dei verbali è un testo fondamentale ed obbligatorio del quale spesso gli enti non profit sottovalutano l’importanza. Inoltre è l’Associazione stessa che è tenuta a compilare e conservare.

    Che cosa ci sarà scritto in questo libro? In esso sono contenuti i resoconti di tutte le assemblee soci e di direttivo convocate ed effettuate dall’Associazione.

    Spesso il libro dei verbali viene visto come un’osservanza unicamente formale che toglie tempo prezioso allo svolgere delle attività. Per alcuni invece viene visto come un documento complicato che non si sa da che parte cominciare a scrivere.

    In realtà, se ben tenuto e aggiornato, puoi utilizzarlo per difenderti in caso di controlli fiscali o civilistici. Ti sembra poco?

    Cosa contiene quindi un verbale? Il Segretario dell’Assemblea si occupa di stendere il verbale e semplicemente riporta i punti dell’ordine del giorno discussi durante l’assemblea, identico a quello che è stato mandato ai soci in fase di convocazione. I verbali possono essere scritti a mano o al computer, ricorda la cosa importante è che ci sia!

    Quanto è scritto nello statuto deve essere rigorosamente rispettato? SEMPRE.

    Di conseguenza, se lo statuto prevede che delle assemblee e delle riunioni del consiglio siano redatti verbali, la tua Associazione deve scriverli nel libro dei verbali e conservarli con cura.

    Giusto per essere più chiaro! La tenuta dei libri sociali (tra i quali il libro dei verbali) è importante perché è da questi libri che si capisce se la tua associazione applica i principi di trasparenza, partecipazione, democraticità, uguaglianza dei diritti ed inoltre mette in pratica quanto previsto dalla normativa per usufruire delle agevolazioni fiscali.

    Come avrai capito, i verbali delle assemblee devono essere redatti con criterio e devono anche essere conservati con metodo, perché rappresentano il racconto della vita democratica della tua associazione.

    Ora ti do una piccola, brutta notizia…. non esiste un fax simile di verbale che possa andar bene per ogni associazione.

    Lo so, i dubbi sorgono spesso, perché nessuno nasce imparato.

    Se vuoi stare tranquillo e dormire sonni sereni puoi farli visionare a chi segue la tua associazione a 360 gradi.

    Se stai valutando di affidarti a NGS Group per la gestione dell’associazione, sappi che controlliamo ovviamente anche questi documenti.

    Infatti, oltre ad avere una consulenza da utilizzare nel corso dell’anno, puoi farci quesiti illimitati via mail e mandarci da controllare ogni documento riguardante l’associazione per un parere.

    ASSOCIAZIONI CULTURALI

    Perché oggi parliamo di Associazioni Culturali? Dobbiamo distinguerle dalle altre tipologie di associazioni. Quindi mettiti comodo, leggi questo articolo e sicuramente avrai idee più chiare.

    Un’Associazione culturale è un’Associazione No Profit che non ha precise normative di riferimento ed utilizza i fondi per scopi culturali, di insegnamento o educativi. Mi spiego meglio: queste Associazioni sono diverse dalle Organizzazioni di Volontariato, dalle Associazioni di Promozione Sociale, dalle Onlus o dalle Associazioni Sportive Dilettantistiche ma si rifanno alle norme del Codice Civile e della legge fiscale (Tuir) relative agli Enti Non Commerciali.

    Figurati, oggi sono diventate di “tendenza”, però è importante che rispetti un requisito molto importante presente nel DPCM del 21 Marzo 2016: all’art. 1 comma 1 lettera “ abbiano, secondo il rispettivo atto costitutivo o statuto, la finalità di svolgere e/o promuovere attività culturali.”

    E si, ogni Associazione per essere classificata deve rispettate le normative ad esse riservate!

    Quali sono le ”attività culturali” ti starai chiedendo….

    Non esistono in questo ambito definizioni univoche ed universalmente riconosciute… Forse nei prossimi anni sarà tutto delineato, più chiaro ed esaustivo. Noi gestiamo DIVERSE Associazioni e quindi dalla nostra esperienza riteniamo che sono attività culturali le attività che riguardano la creazione, produzione, distribuzione, promozione, conservazione, istruzione, tutela, ricerca, regolazione, conservazione, valorizzazione e molte altre come:

    • Monumenti storici, Musei, Siti archeologici, Archivi, Biblioteche, etc.
    • Parchi Naturali, Aree protette, etc
    • Tradizioni religiose, Enogastronomia, etc
    • Architettura, Fotografia, Pittura, Scultura, etc.
    • Danza, teatro musicale, teatro, etc.
    • Musica, Bande, etc.
    • Linguistica, Letteratura, etc.

    Cosa dirti ancora… Le Associazioni Culturali possono organizzare corsi e/o scuole culturali (teatro, lingue, danza classica, yoga, musica etc…) e grazie al Regime Fiscale Agevolato per il No Profit, l’Associazione Culturale potrà chiedere delle QUOTE o CONTRIBUTI ECONOMICI ai propri associati per frequentare tali attività o altre simili (stage, viaggi di istruzione, etc). L’Associazione Culturale, inoltre, può svolgere anche attività commerciale aprendo Partita Iva ed aderendo al Regime Fiscale Agevolato della Legge 398/1991.

    Nelle Associazioni No Profit è comunque possibile retribuire soci e non soci che collaborano per l’Associazione Culturale (ad esempio insegnanti, segretari amministrativi etc).

    A questo punto penso tu ti sia schiarito le idee su quali siano le caratteristiche ed i punti di forza delle associazioni culturali. Ora puoi marciare e creare la tua Associazione Culturale. Scopri come fare…

    I problemi che accomunano le Associazioni

    Molte Associazioni sono paragonabili ad un’azienda ed ancora oggi numerosi Legali Rappresentanti non hanno chiaro questo concetto.

    Non bisogna dimenticare che avere un’Associazione implica una corretta gestione e che vi si rispetti le normative fiscali del territorio relative ad essa.

    Di cosa hai bisogno quindi? Innanzitutto conoscere i concetti base e quello che vorresti fare tu con la tua Associazione. Da qui capirai che a seconda dell’attività che svolgerai nella tua Associazione, quindi della sua natura avrai una denominazione: ASD, APS….

    Inoltre devi sapere come gestirla ed avere tutti i documenti in regola. Semplice vero?

    Da qui iniziano le altre domande? Come faccio a gestire la mia Associazione se non ho abbastanza soldi?

    Molti Legali Rappresentanti (Presidenti) purtroppo non fanno altro che dire: “Non ci sto dentro con i costi”, “Non posso alzare i prezzi altrimenti vanno da quell’altro” ….

    I soldi in associazione sono importanti e sono quelli che ti permettono di acquistare attrezzature, poter dare un giusto contributo ai tecnici, retribuire l’associato che si occupa della gestione fiscale ed amministrativa.

    Ma senza soldi, tutto questo non puoi farlo!

    Difficilmente sentirai lamentare di tutto ciò di una grande Associazione, ma in realtà è un argomento che coinvolge anche loro. Ricorda più grande è l’Associazione, più soldi ci vogliono per gestirla.

    In queste grandi Associazioni il problema non è tanto che non girino soldi, anzi ne girano anche in gran quantità. Il problema è che a fronte di entrate alte, rispettivamente anche le spese sono alte e spesso i soldi vengono “gestiti” e “spesi” su cose sbagliate perché si è sempre fatto così.

    Ci sono Associazioni che lavorano in perdita o in quasi pareggio, non riuscendo così ad avere fondi per investimenti successivi o poter addirittura pagare una bolletta nel caso in cui non vi sono stati ingressi nel mese successivo.

    Per evitare tutto questo occorre semplicemente una logica imprenditoriale. Si il Legale Rappresentante deve essere un imprenditore no profit.

    Ancora oggi si pensa al no profit come beneficienza e volontariato ma così non è. Molte persone vivono grazie alle associazioni.

    Le associazioni in Italia ormai sono una realtà importante e senza di esse le persone che ne fanno parte non potrebbero sopravvivere.

    Quindi, il Legale Rappresentante deve possedere strategia e mettere in moto tutte le azioni che permettono di raggiungere il suo obiettivo.

    Ancora non hai capito? Devi essere un Leader. Chiedere aiuto non è umiliante, anzi a te serve qualcuno che possa darti un supporto e ti aiuti a riflettere sugli aspetti gestionali e organizzativi della tua associazione, ma che contemporaneamente conosca bene i limiti (ma anche le opportunità) riservate al no profit, sia per evitare che tu faccia errori sia per farti approfittare di un vantaggio fiscale che magari neanche sapevi esistesse.

    In definitiva: tu sai come gestire al meglio la tua Associazione? Sai come lasciare in cassa dei soldi?