Partita IVA per un’associazione no profit dal 1 gennaio 2025
INTRODUZIONE
La partita IVA per un\’associazione non è sempre necessaria. A partire, però, dal 1 gennaio 2025, tutte le associazioni no profit saranno obbligate ad aprire una partita IVA per gestire le proprie attività economiche.
Cambia così il panorama fiscale per le attività sportive dilettantistiche in Italia il quale subirà una trasformazione radicale.
l\’art. 36-bis del DL 75/2023
In attesa dell’entrata in vigore, il legislatore ha introdotto l’art. 36-bis del DL 75/2023, convertito dalla legge 112 del 10/8/2023. Questa norma, in vigore dal 17 agosto 2023, stabilisce che: “Le prestazioni di servizi strettamente connessi con la pratica dello sport, compresi quelli didattici e formativi, rese nei confronti delle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica da parte di organismi senza fine di lucro, compresi gli enti sportivi dilettantistici di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto.“
Chi dovrà aprire partita IVA
A partire dal 1 gennaio 2025, tutte le associazioni no profit, indipendentemente dal loro volume di attività economiche, saranno obbligate ad aprire una partita IVA.
Avere una partita IVA permette all’associazione di:
- Fatturare i servizi offerti
- Detrare l’IVA sugli acquisti
- Partecipare a gare d’appalto pubbliche
Se l’associazione non svolge attività economiche continuative, può operare con il solo codice fiscale. Questo è sufficiente per la maggior parte delle attività istituzionali e occasionali, anche se a partire dal 2025 sarà comunque obbligatorio avere una partita IVA.
Quando l\’associazione può essere senza partita IVA?
Un\’associazione non deve aprire una partita IVA se percepisce solo:
- entrate istituzionali, che consistono nelle quote versate dagli associati per l\’iscrizione all\’associazione e i successivi rinnovi
- donazioni erogate da enti, aziende e privati (associati e non) per sostenere gli scopi dell\’organizzazione
- entrate \”decommercializzate\” per legge, ad esempio le raccolte fondi o i ricavi delle vendite occasionali di prodotti di modico valore (entro €50) o i contributi corrisposti da enti pubblici sulla base di apposite convenzioni
Aspettiamo insieme maggiore chiarezza ed ulteriori informazioni per saperne di più.
