ASD/SSD o APS? Come scegliere l’ente giusto per il tuo progetto no profit
Se stai pensando di fondare un’associazione o di dare forma giuridica a un progetto sociale o sportivo, ti sarai sicuramente scontrato con una miriade di sigle: ASD, SSD, APS…
Scegliere la veste associativa corretta non è un semplice adempimento burocratico: da questa decisione dipendono la gestione fiscale, le attività che potrai svolgere, l’accesso a contributi pubblici e le agevolazioni per i tuoi soci o tesserati.
In questo articolo facciamo chiarezza su differenze, vantaggi e peculiarità di ASD/SSD da un lato e APS dall’altro, per aiutarti a capire quale forma si adatta meglio alle tue esigenze.
1. Le Sigle: di cosa stiamo parlando?
Prima di confrontarle, definiamo brevemente chi sono i “protagonisti”:
- ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica): Ente del Terzo Settore/Sportivo privo di scopo di lucro, dedicato esclusivamente alla pratica e alla promozione dello sport dilettantistico.
- SSD (Società Sportiva Dilettantistica): Svolge la stessa attività della ASD, ma ha la forma giuridica di una società di capitali (es. S.r.l. o Cooperativa). Pur potendo generare utili, la loro distribuzione è fortemente limitata dalla legge.
- APS (Associazione di Promozione Sociale): È un Ente del Terzo Settore (ETS) iscritto al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), finalizzato allo svolgimento di attività di interesse generale a favore dei propri associati, dei loro familiari o di terzi.
2. Le differenze chiave in sintesi
Sebbene tutte condividano l’assenza del fine di lucro (o la sua forte limitazione) e il perseguimento di scopi ideali, la sostanza cambia notevolmente:
| Caratteristica | ASD / SSD | APS |
| Oggetto Principale | Pratica e promozione dello sport dilettantistico | Attività di interesse generale (cultura, sociale, ricreativo, ambiente…) |
| Registro di Riferimento | RASD (Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche) | RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) |
| Destinatari dell’Attività | Tesserati e soci | Soci, familiari di soci e terzi (pubblico generale) |
| Volontariato e Lavoro | Prevalenza di tesserati/atleti; regolato dal Riforma dello Sport | Prevalenza dell’attività dei volontari |
| Riconoscimento Fiscale | Legato al CONI / Sport e Salute | Legato al Codice del Terzo Settore (CTS |
3. Focus sulle ASD/SSD: il mondo dello Sport
Le ASD e le SSD vivono sotto il grande ombrello della Riforma dello Sport.
Punti di forza:
- Focalizzazione sportiva: Sono gli unici enti che possono partecipare ai campionati ufficiali delle Federazioni Sportive (FSN), Enti di Promozione Sportiva (EPS) e Discipline Associate (DSA).
- Agevolazioni sul lavoro sportivo: Godono di regimi previdenziali e fiscali agevolati per i lavoratori sportivi (chiamati, istruttori, atleti, direttori tecnici).
- Defiscalizzazione delle quote: I corrispettivi specifici versati dai tesserati per frequentare i corsi sportivi non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
Limiti:
- Rigidità dell’oggetto sociale: Non puoi aprire una ASD per fare principalmente mostre d’arte o corsi di teatro (a meno che non siano strettamente legati o secondari all’attività sportiva).
4. Focus sulle APS: la promozione sociale e culturale
Le APS rientrano a pieno titolo nel Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) e rappresentano la scelta ideale per chi vuole operare nel sociale, nella cultura o nel ricreativo.
Punti di forza:
- Ampiezza di raggio d’azione: Puoi organizzare eventi culturali, doposcuola, corsi di formazione, viaggi sociali, assistenza agli anziani, tutela dell’ambiente e molto altro.
- Apertura ai terzi: A differenza delle vecchie associazioni culturali, un’APS può erogare servizi e vendere prodotti/biglietti anche a non soci (sebbene a determinate condizioni fiscali).
- Sedi e Immobili: Le APS beneficiano di importanti semplificazioni urbanistiche per l’uso dei locali in cui svolgono le proprie attività ed è più facile accedere a convenzioni con gli enti pubblici.
Limiti:
- Obbligo di volontariato: In un’APS il numero dei volontari deve essere nettamente prevalente rispetto a quello degli eventuali lavoratori dipendenti o autonomi.
5. È possibile unire i due mondi? (ASD + APS)
Sì, ma con grande attenzione. Una ASD/SSD può richiedere anche l’iscrizione al RUNTS come APS, diventando una “ASD-APS”.
Tuttavia, la gestione di un doppio registro (RASD + RUNTS) comporta una complessità burocratica e contabile non indifferente. È una strada consigliata solo a realtà strutturate che svolgono quotidianamente sia attività agonistica/sportiva che progetti ad alto impatto sociale o culturale.
6. Quale scegliere per la tua realtà?
Per chiarirti le idee, chiediti: “Qual è il cuore della mia attività?”
- 👉 Scegli una ASD/SSD se:
- Vuoi gestire una palestra, una scuola di danza, un circolo tennis o una squadra di calcio.
- La tua attività principale è l’insegnamento e la pratica delle discipline riconosciute dal CONI/Dipartimento per lo Sport.
- Vuoi far partecipare i tuoi atleti a gare e tornei ufficiali.
- 👉 Scegli una APS se:
- Vuoi creare un circolo culturale, un’associazione teatrale, un centro ricreativo per giovani o anziani.
- Organizzi eventi, festival, corsi non sportivi, visite guidate o attività di volontariato sul territorio.
- La dimensione sportiva è assente o del tutto marginale rispetto a quella sociale/aggregativa.
Conclusione
Non esiste una forma “migliore” in assoluto, ma esiste la forma più adatta al tuo progetto. Sbagliare la scelta iniziale può comportare sanzioni fiscali o la perdita di agevolazioni fondamentali.
Se hai ancora dubbi su quale sia la veste giuridica ideale per la tua idea, il consiglio è sempre quello di farsi affiancare da un consulente specializzato nel Terzo Settore e nel Diritto Sportivo.
💬 Hai domande su come fondare la tua associazione o su come gestire il passaggio al RUNTS? Lascia un commento qui sotto o contattaci per una consulenza!
